Rubrica a cura di: Serenella

Orchidea Phalaenopsis: consigli per curarla

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L' Orchidea è il fiore a cui si attribuiscono virtù afrodisiache fin dall'antichità, ma è anche simbolo di pienezza spirituale e armonia. Coltivarle e vederle rifiorire può non essere facile ma molto gratificante. Per gli antichi Greci l'orchidea è legata al mito di Orchis, un giovane bellissimo e intraprendente, figlio di una Ninfa e di un Satiro, che osò insidiare una sacerdotessa del dio Dioniso. Per punizione venne gettato in una rupe e abbandonato in pasto alle belve feroci. Dai suoi resti gli dei dell'olimpo, impietositi, fecero spuntare una pianta esile e modesta, antitesi del suo corpo esuberante, ma che nelle radici conservava il ricordo delle parti anatomiche maschili che erano state la causa della sua fine(orchis in greco significa testicolo).

Delle migliaia di specie esistenti quelle che normalmente troviamo nei vivai o dal fiorista, sono alla portata di tutti e possiamo conservarle a lungo e vederle rifiorire anno dopo anno.

 

Le orchidee possono appartenere a due grandi gruppi: le epifite, che vivono ancorate ai tronchi di altre piante e le terrestri, che invece sviluppano radici a terra.
Tra le epifite le più comuni sono: La phalaenopolis, il Cymbidium, la Cattleya, la Vanda l'Odontoglossum.

 

La phalaenopolis

i fiori della phalaenopolis assomigliano a farfalle in volo e durano sulla pianta per mesi

 

ESPOSIZIONE-CLIMA

l'ambiente ideale in cui far sviluppare le nostre orchidee deve essere più simile alle condizioni in cui si trovano in natura. Nella foresta tropicale dove sono originarie la luminosità è molto diffusa, ma la luce del sole non le raggiunge mai perché coperte da piante più grandi. L'ideale è una temperatura compresa tra 25° e 34°. In casa possiamo metterle in una grande vetrata esposta a sud all'ombra di una pianta più grande oppure in locali caldi come il bagno e la cucina.
Altra condizione fondamentale per mantenerla in salute è l'umidità che deve essere molto alta oltre il 50%. le orchidee epifite assorbono l'umidità attraverso le foglie e le radici aeree.

 

TERRICCIO-CONCIMAZIONE

In primavera quando la fioritura è ormai terminata, ripuliamo la pianta eliminando le foglie secche, tagliando il fusto fiorifero e sostituire il substrato specifico (corteccia).
Estraiamo la pianta e verifichiamo se le radici sono verdi e turgide. Il vaso deve essere trasparente e le radici devono vedere la luce.
La concimazione è importante perchè permette alla pianta di ripristinare le risorse per sviluppare un nuovo stelo fiorifero.

 

IRRIGAZIONE

abbondanti, occorre garantire una elevata umidità, se necessario, nelle giornate più calde possiamo nebulizzare le foglie con acqua non calcarea (lasciata riposare per alcune ore, meglio tutta la notte).

 

Da tenere sott'occhio
larghe bruciature sulle foglie sono il risultato dell'esposizione diretta al sole.
I margini secchi indicano scarsa umidità ambientale.
La presenza di macchie biancastre indicano la presenza della cocciniglia; eliminiamola con un batuffolo di cotone imbevuto d'alcool.

 

In allegato trovate la scheda pratica da stampare e conservare.