Arancia Meccanica – Anthony Burgess

Arancia Meccanica, il cui titolo originale è A Clockwork Orange, è un libro di Anthony Burgess del 1962, reso famoso dall’omonimo film del 1971 del regista Stanley Kubrick che, anche grazie alle polemiche suscitate e all’intervento in molti paesi della censura a causa delle scene di violenza, è diventato in breve il film cult per un’intera generazione e l’opera simbolo della ribellione verso il sistema. Nonostante Burgess abbia rifiutato l’interpretazione di Kubrick, il romanzo Arancia meccanica, così come il film, tratta della violenza e della manipolazione degli individui da parte del sistema politico-economico.

L’autore Anthony Burgess nasce a Manchester, in Inghilterra, nel 1917. Dopo la Seconda Guerra Mondiale lavora come educatore in Malesia e in Brunei.

Riguardo alla scelta del titolo, lo stesso Burgess spiegò che esso si riferiva al fatto che l’uomo in balia della società, che non può scegliere da sé il proprio destino e la propria morale, altro non è che un’arancia meccanica, ovvero un essere inanimato che aspetta solo di essere innescato da qualcuno o qualcos’altro per agire nel bene o nel male. Inoltre il titolo Arancia Meccanica riunisce altre suggestioni, come ad esempio quella della frase dialettale londinese “As queer as a clockwork orange”, che indicava una persona o una cosa molto strana. Infine lo stesso Burgess segnalò che in malese “orang” significa uomo o persona.

Tutta la storia è narrata dal punto di vista di Alex, il protagonista della storia, un quindicenne incline alla violenza, che insieme alla sua gang, i "Drughi", della quale si erige a leader, compiono scorribande e azioni violente, fino a quando accade un episodio che dà una svolta radicale alla vita di Alex e dei suoi amici: durante un tentativo di rapinare una signora, questa ne rimane vittima: Alex viene colto in flagrante e sbattuto in carcere.
Desideroso di tornare in libertà, senza per questo imboccare la retta via e di divertirsi ancora con i suoi amici, il ragazzo tenta di arruffianarsi il prete del carcere in modo da trovare una soluzione per tornare a piede libero. È così che decide di sottoporsi come cavia alla “tecnica Ludovico”, un trattamento di condizionamento psicologico che consiste nel sottoporre il soggetto prescelto ad una continua visione di scene violente capaci, per via dell’effetto di alcuni particolari farmaci, di provocare un malessere fisico e un forte senso di nausea.
Quindi esce di prigione, ma una volta fuori non riesce a vivere pienamente la sua libertà e il suo desiderio di riprendere la sua vita di sempre, dato che i farmaci gli impediscono di avere la soddisfazione che sentiva quando compiva azioni violente, in più i suoi amici sono entrati a far parte della polizia.
Quello che si prospetta agli occhi di Alex è un mondo malato, fatto di corruzione e di loschi sotterfugi. Il ragazzo è costretto a comportarsi in maniera generosa e gentile, ma non è ciò che vuole. Si sente legato, non libero, marionetta nelle mani di altri individui: «E io? E a me non chiedete nulla? Sono forse una specie di bestia o un cane? Devo forse essere soltanto un'arancia meccanica?», si domanda nel momento di maggiore enfasi di tutto il libro.

Di sicuro un romanzo molto crudo, in quanto la storia di Alex e soci arriva in maniera molto diretta al lettore, in quanto può essere catalogato come romanzo distopico, ovvero dove viene evidenziata la parte estremamente negativa del mondo che ci circonda, dove il male della società porta a conseguenze estreme. Un altro esempio di romanzo distopico è 1984, di George Orwell: in entrambi i casi, protagonisti delle vicende sono persone che perdono la loro individualità, sopraffatti da un potere esterno contro il quale poco o niente si può fare.

#IOLEGGOPERCHE’

#IOLEGGOPERCHÉ è una grande raccolta di libri a sostegno delle biblioteche scolastiche. È organizzata dall'Associazione Italiana Editori, sostenuta dal Ministero per la Cultura - Direzione Generale Biblioteche e Diritto d’Autore dal Centro per il Libro e la Lettura, dal Dipartimento per lo Sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione.

Al termine della raccolta, gli Editori contribuiranno con un numero di libri pari alla donazione nazionale complessiva (fino a un massimo di 100.000 volumi), donandoli alle Scuole e suddividendoli secondo disponibilità tra tutte le iscritte che ne faranno richiesta attraverso il portale.

Da sabato 5 a domenica 13 novembre 2022, nelle librerie aderenti, sarà possibile acquistare libri da donare alle Scuole dei quattro ordinamenti: infanzia, primarie, secondarie di primo e secondo grado.

Per agevolare le donazioni e garantire la meccanica dell’iniziativa, verranno segnalate sul sito le Librerie che dispongono anche di modalità di acquisto a distanza, così da evitare situazioni di assembramento nei punti vendita dal 5 al 13 novembre, quando tutti i cittadini potranno acquistare un libro da donare a una scuola.

Per tutte le info clicca al link sottostante

#IOLEGGOPERCHE'

Halloween, tempo di letture da brivido!

Quale modo migliore per immergersi nel clima da brividi che contraddistingue la festa di Halloween che un buon libro carico di paura?? Ecco una selezione di titoli, che hanno come tema la paura, non solo in tema horror, ma anche nelle sue diverse sfaccettature, presenti nella società, e nell'animo di ognuno di noi.

Stephen King, It. Per questo romanzo dell’orrore bisogna immaginarsi (per i pochi che non l’avessero già letto) quelle figure che talvolta possono venire a trovarci nel peggiore dei nostri incubi: digrignano i denti e ci fanno svegliare nella notte in allarme con il cuore a duecento battiti. Ecco. Immaginare quello, un mostro con la faccia da clown, e poi cominciare a leggere.

Niccolò Ammaniti, Io non ho paura. La paura ha tante sfaccettature, in letteratura. E anche nella nostra piccola (per brevità, dato il tema sconfinato) lista di romanzi, per la seconda volta la ritroviamo nella metafora del pozzo. Anche in questo bellissimo romanzo di Ammaniti – che la paura ce l’ha già nel titolo – c’è un pozzo. Un pozzo in campagna, nel Sud Italia, a fine anni Settanta, in cui cade il piccolo Michele.

Jonathan Safran Foer, Ogni cosa è illuminata. Il protagonista è un ragazzo che va in Ucraina a cercare la donna che salvò suo nonno dai campi nazisti. Cioè dalla forma di orrore più spaventosa, reale e inspiegabile che si possa immaginare.

Jo Nesbø, Il leopardo. Un'altra storia spaventosa. Che per alcuni aspetti si intona bene con Il pozzo e il pendolo di Poe. Che a leggerla bisogna fare pause consistenti, che toglie il fiato, che costringe a voltare pagina dopo pagina con trepidazione e circospezione per vedere cosa succede, per paura, autentica paura di capire cosa potrebbe venire dopo, quasi non ci fosse fine all'orrore.

Bram Stoker, Dracula. Un romanzo gotico, che esprime tutta la magia oscura di un genere al suo crepuscolo ma che esalta in modo magistrale e unico la figura del pipistrello-uomo che ama la notte e succhia il sangue dai viventi.

Harper Lee, Il buio oltre la siepe. In questa storia, scritta dall’autrice nel 1960, si assiste a scene di razzismo e di violenza su un personaggio di colore. Descritte con vivida forza, come una sorta di volontà di denuncia. In questo caso la scrittura esorcizza il peggio che l’uomo sa fare contro se stesso.

Guy de Maupassant, L’Horlà. Un vero grande ed elegante scrittore dell'incubo. I racconti di Maupassant come L'Horlà sono proprio quello che ci vuole per prendersi svariati spaventi. Oltre che piaceri letterari sublimi.

Murakami Haruki, 1Q84. In questo romanzo, diviso in tre parti, in particolare, lo scrittore giapponese introduce elementi davvero terrorizzanti con una grazia che non permette quasi di accorgersene. Tra tutti i personaggi, i Little People vi toglieranno letteralmente il sonno.

Horace Walpole, Il castello di Otranto. Fine settecento. La storia si basa su una inquietante profezia legata al castello che dà il titolo al romanzo, a Otranto in Puglia. Ma a sua volta il romanzo stesso, alla sua prima edizione, si presentava come qualcosa di diverso e ambiguo, ovvero come la traduzione di un misterioso romanzo medievale.

Edgar Allan Poe, Il pozzo e il pendolo. Tra i molti racconti di Poe, maestro del terrore, questo forse è il più spaventoso, e il più riuscito, insieme al Cuore rivelatore. Il protagonista, durante l’Inquisizione spagnola, viene rinchiuso e torturato senza saperne con chiarezza le ragioni.

In vacanza porto…un libro!

Estate, tempo di vacanze, di relax...quale momento migliore per dedicarsi alla lettura?? In procinto di iniziare le ferie, ho pensato di suggerirvi qualche titolo da mettere in valigia!

Per gli amanti del giallo
- Il castello dei falchi neri di Marcello Simoni. Dopo aver preso parte alla crociata di Federico II, il nobile Oderico Grifone, ormai diventato uomo, fa ritorno alla dimora di famiglia, una grande magione nella campagna di Napoli. Il rientro, tuttavia, non è dei più felici.
- Il caso Alaska Sanders di Joel Dicker. Aprile 1999. Mount Pleasant, una tranquilla cittadina del New Hampshire, è sconvolta da un omicidio. Il corpo di una giovane donna, Alaska Sanders, viene trovato in riva a un lago. (p.s. questo è il primo libro che ho messo in valigia!!)
- La quarta profezia di Glenn Cooper. Spagna, 1944. La fine è vicina. Lucia dos Santos ne è convinta. Ventisette anni fa, a Fatima, è stata scelta dalla Madonna per custodire il suo ultimo segreto, con la promessa di portarlo con sé nella tomba. Ma ora Lucia deve infrangere quel giuramento.
- Le fate di Fryfam. Agatha Raisin di M. C. Beaton. Sempre più destabilizzata sentimentalmente - una fugace storia d'amore a Wyckhadden ha quasi distrutto l'autostima della nostra Agatha - Agatha decide di seguire ciò che le ha predetto un'indovina: andare nel Norfolk dove dovrebbe trovare un nuovo grande amore, vedovo e biondo.

Per chi cerca carica e motivazione
- Le coordinate della felicità di Gianluca Gotto. La sua storia alla “ricerca della felicità” è racchiusa, pagina dopo pagina, in questo libro che fa viaggiare e respirare aria buona anche a chi lo legge comodamente da casa.

Romanzi e storie da scoprire
- Come vento cucito alla terra di Ilaria Tuti. Questa è la storia dimenticata delle prime donne chirurgo, una manciata di pioniere a cui era preclusa la pratica in sala operatoria, che decisero di aprire in Francia un ospedale di guerra completamente gestito da loro.
- Niente di vero di Veronica Raimo. La lingua batte dove il dente duole, e il dente che duole alla fin fine è sempre lo stesso. L'unica rivoluzione possibile è smettere di piangerci su. In questo romanzo esilarante e feroce, Veronica Raimo apre una strada nuova
- La leggenda della Peregrina di Carmen Posadas. Una perla favolosa, di grandezza e fattezze uniche, che fu chiamata Peregrina e che dopo un lungo viaggio arrivò alla corte di Filippo II di Spagna.
La nostra vita nella savana di Gaia Dominici. Gaia ha già diverse vite alle spalle. Nata a Bogotà e adottata a pochi mesi da una famiglia italiana, è cresciuta a Genova, animata dal costante desiderio di muoversi, viaggiare, esplorare.

Letture da batticuore
- Non è un paese per single di Felicia Kingsley. Belvedere in Chianti, piccolo borgo sulle colline toscane, dove abbondano ulivi e vigne ma di scapoli nemmeno l'ombra, è in fermento: Charles Bingley, nipote del defunto conte Ricasoli, sta arrivando dall'Inghilterra per prendere possesso dell'eredità, la tenuta Le Giuggiole.
- The love hypothesis. Il teorema dell'amore di Ali Hazelwood. Dottoranda in Biologia, Olive Smith crede nella scienza, non nell'amore. Non le è mai importato granché di avere una relazione e di sicuro non le importa di Jeremy, un ragazzo con cui è uscita un paio di volte in tutto.

Un Premio Strega sotto l'ombrellone
- Due vite di Emanuele Trevi. Un romanzo sull’amicizia attraverso il racconto di due vite: quelle di Rocco Carbone e Pia Piera, scrittori deceduti prima del tempo e legati da un affetto sincero e trasparente.

Romanzi ad ambientazione storica
- La sorella dimenticata di Janice Hadlow. Jane Austen non ce ne ha parlato molto, eppure Mary – nonostante questa sua apparenza marginale nella storia della famiglia Bennett – è un personaggio molto particolare e degno di essere approfondito.
- Gli anni del coltello di Valerio Evangelisti. Valerio Evangelisti ci racconta la storia attraverso la letteratura, con una scrittura narrativa che esula dalla semplice narrazione dei fatti, ma li tramuta in materiale denso per un inedito romanzo.

Una lettura… enigmistica!
- Quaderno di compiti delle vacanze per adulti. Per chi adocchiava i quaderni dei nipoti o dei propri figli, finalmente potrà essere ripagato con un volume tutto per sé. 150 esercizi tra enigmi, differenze, cruciverba, curiosità e molto altro per rilassare la propria mente divertendosi.

Buona lettura e buone vacanze!

Rubrica a cura di: Ramona


Il Circolo Pickwick – Charles Dickens

In pochi ricordano che

Il Circolo Pickwick

segna l’esordio – prima su rivista, quindi in volume – del piú formidabile narratore mai apparso su questo pianeta, Charles Dickens.

Pubblicato a puntate tra il 1836 e il 1837 e concepito in divenire, questo irresistibile romanzo fu di conseguenza una duplice rivelazione: per i lettori, certo, che iniziarono immediatamente ad amarlo e a decretare un successo stratosferico, tanto da farne diventare proverbiali le situazioni e i personaggi; ma per l’autore stesso, che dopo alcuni brevi abbozzi scopriva – probabilmente con sgomento esaltato, con sublime piacere – di essere nato per raccontare. Con Il Circolo Pickwick ci abbeveriamo dunque al primo purissimo zampillo di una sorgente che non si sarebbe mai prosciugata: estrose, rocambolesche, allegre, romantiche, venate infine di un’ombra di malinconia, mai noiose o prevedibili, le peripezie tragicomiche del signor Pickwick, del poeta Snodgrass, del donnaiolo Tupman, del maldestro Winkle e soprattutto del fido Sam Weller, vero protagonista occulto della storia, costituiscono un’avventura picaresca per ogni età, uno scrigno di storie strabilianti e argute, dolciastre e gotiche, ancora oggi tutte da godere.

Nel corso degli anni Charles Dickens avrebbe trovato architetture piú complesse, personaggi piú sfaccettati e tinte piú cupe, ma forse mai piú la penna di questo amatissimo scrittore sarebbe stata cosí fresca e spensierata.

Rubrica a cura di Ramona

Paolo Borsellino parla ai ragazzi – Pietro Grasso

Da pochi giorni è passato il trentesimo anniversario dalla Strage di Via d'Amelio, dove persero la vita il magistrato antimafia Paolo Borsellino e 5 componenti della sua scorta. Ho voluto scegliere un libro per omaggiare la sua figura, e che può aiutare i ragazzi a conoscerlo meglio:

Paolo Borsellino parla ai ragazzi, di Pietro Grasso.

Una vita in 57 giorni. Una lettera lasciata a metà. Una testimonianza civile per le nuove generazioni.

L’ultima mattina della sua vita Paolo Borsellino scrive agli studenti di una scuola che non aveva mai incontrato per rispondere a nove domande sul suo lavoro e sulla mafia. Dopo quasi trent’anni, Pietro Grasso raccoglie la penna che la bomba di via D’Amelio lo costrinse ad abbandonare, per raccontare a chi quell’estate del ’92 non era ancora nato, la storia di un gruppo di giudici e del loro straordinario coraggio.

Quella domenica di luglio, Paolo Borsellino si alzò alle cinque del mattino. Approfittò di quel momento di calma per scrivere una lettera di risposta a un liceo di Padova. Per capire chi era Paolo, quale fosse il dolore che provava in quei giorni, la determinazione che lo spingeva a lavorare senza sosta e perché avesse deciso di dedicare alcune ore del suo tempo, così prezioso quell’estate, ai ragazzi di una scuola lontana, dobbiamo fare alcuni passi indietro, e raccontare questa storia dall’inizio. È la storia di un uomo, di un gruppo di amici e colleghi, di una stagione fatta di grandi successi e brucianti sconfitte. È anche una parte della mia storia personale, perché io ho conosciuto e ho lavorato con tutte le persone di cui vado a raccontarvi, ma è soprattutto un pezzo importante della storia del nostro Paese.”

Pietro Grasso è entrato in magistratura nel 1969. È stato giudice a latere nel primo maxiprocesso a Cosa nostra e procuratore capo a Palermo. Dall’ottobre 2005 al gennaio 2013 è stato procuratore nazionale antimafia. Ricopre la carica di senatore, dopo essere stato presidente del Senato da marzo 2013 a marzo 2018. Ha pubblicato numerosi libri tra cui, con Feltrinelli: Pizzini, veleni e cicoria. La mafia prima e dopo Provenzano (con Francesco La Licata; 2007), Storie di sangue, amici e fantasmi. Ricordi di mafia (2017) e Paolo Borsellino parla ai ragazzi (2020).
Ogni anno incontra centinaia di studenti per raccontare la propria esperienza di lotta alla mafia e portare la straordinaria lezione di coraggio e volontà di giustizia di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

Buon lettura!

Rubrica a cura di: Ramona

Le avventure di Huckleberry Finn – Mark Twain

Il libro che ho scelto questa settimana è

Le avventure di Huckleberry Finn, di Mark Twain, un romanzo di formazione, che racconta le difficoltà di una vita sregolata che, come tale, presenta poi tutti i suoi aspetti negativi.

Huckleberry Finn è la metafora di una barca, nella sua essenzialità, che scorre sul Mississippi alla ricerca di grandi avventure. Fuggito da un padre ubriacone, Huckleberry solca le acque alla ricerca di mondi altri e nuove esperienze. E sul letto del fiume impara le difficoltà della vita e con esse a crescere per diventare un giovane adulto. Un libro di formazione in cui il protagonista così coraggioso e spensierato attua un percorso di iniziazione nel mondo dei grandi.

Il romanzo è per molti la metafora utopica di una vita libera e selvaggia a bordo di una zattera in cui non vigono le regole comuni e tutto è concesso. Huckleberry Finn, nato come letteratura per ragazzi, è stato oggetto di molte critiche e radiato addirittura da una biblioteca pubblica del Massachussets. Nonostante quest’ultima critica, Le Avventure di Huckleberry Finn è anche un importante invito a ribellarsi alle regole ingiuste, come le schiavitù.
Secondo T. S. Eliot «un capolavoro».

Il giornalino di Gian Burrasca – Vamba

Vi siete mai sentiti dare del "Gian Burrasca"?? A me qualche volta sì...ma non le combinavo così grosse come lui!

Il giornalino di Gian Burrasca

di Vamba, è uno dei primi libri che ho letto, adatto per i ragazzi perché è una storia molto divertente, con tutti i guai che Giannino combina, ma anche per il significato morale di fondo.

Ogni giorno Giannino Stoppani, detto Gian Burrasca, annota in un diario gli avvenimenti della sua vita e della vita della sua famiglia. Naturalmente, poiché è stato educato a non mentire mai, dice sempre la verità, anche quella che non dovrebbe o potrebbe dire, o che le sorelle e i loro fidanzati, poi mariti, non vorrebbero si sapesse. E, certo, combina un sacco di guai per merito dei quali viene chiuso nel collegio Pierpaoli dove non solo non si educa, bensì diviene l'anima di una ribellione contro la falsa e tirannica disciplina che vi è imposta da una ridicola ma prepotente coppia di proprietari-direttori. Il diario diviene così la protesta e la rivolta di un ragazzo contro il mondo conformista e soffocante dei ''grandi''.

L’umorismo pungente e l’ironia velata rendono “Il giornalino di Gian Burrasca” un classico della letteratura per ragazzi, ma il sarcasmo politico, i riferimenti storici e un’analisi delle dinamiche sociali conferiscono al libro uno spessore più maturo. Vamba regala al suo protagonista – e ai suoi lettori – la coscienza tranquilla di chi sa di non avere agito per malizia, ma solo per esuberanza o addirittura a fin di bene, sicché il motto di Gian Burrasca, dopo gli esiti catastrofici di ognuna delle tante sue burle, è sempre lo stesso: «Io vorrei sapere che gran male ho fatto alla fin fine».

Buona lettura!

Rubrica a cura di: Ramona

House of Cards – Michael Dobbs

Facciamo un gioco: io dico
 
House of Cards
 
… che mi rispondete??
il 99% di voi sono sicura che dirà "la popolare serie tv con Kevin Spacey e Robin Wright". Ok, corretto ma… la serie è tratta da un libro!
 
Si tratta di un romanzo di Michael Dobbs pubblicato nel 1989.
Nella prima edizione italiana del 1990 il titolo era stato tradotto con Castello di carte, ma è poi stato adottato quello originale nella successiva riedizione del 2014.
È il primo libro di una trilogia che comprende House of Cards 2: Scacco al re e House of Cards 3: Atto finale.
 
Dopo la fine del governo di Margaret Thatcher e le successive elezioni, Francis Urquhart è il chief whip del Partito Conservatore alla Camera dei comuni. Quando però il primo ministro non gli dà lo spazio che lui crede di meritare, Urquhart decide di mettere anima e corpo per fargliela pagare cara e prenderne il posto.
 
"La politica richiede sacrificio. Il sacrificio degli altri, ovviamente. Per quanto un uomo possa ottenere, sacrificandosi per il suo paese, è comunque più conveniente lasciare che siano gli altri a farlo per primi. Il tempismo, come dice sempre mia moglie, è tutto". Questa è una delle massime di Francis Urquhart, per alcuni semplicemente FU, una specie di patrizio solitario, aristocratico molto vecchio stile, che ha passato l'età della maturità, dopo aver dedicato la propria vita alla politica, all'ombra di Westminster. E arrivato ai vertici del suo partito, pur incarnando un ruolo in apparenza lontano dai riflettori. E il più stretto consigliere del primo ministro e anche il custode dei segreti degli uomini che gli siedono accanto. Segreti molto personali, debolezze, fragilità, vizi: parole che nella carriera di un uomo politico rappresentano pericoli mortali, perché incompatibili con il ruolo di potere che riveste. Ed è questo materiale che Francis decide di sfruttare per raggiungere la sua vetta personale. Da dietro le quinte di una fase politica difficile e incerta, questo regista impeccabile riesce a muovere tutti, pedine di un gioco spietato, dove il ricatto diventa un raffinato intreccio narrativo. Di quale materia siano fatti potere e ambizione, quali siano i legami tra l'informazione e i destini politici di un paese, lo scoprirà Mattie Storin, tagliente cronista politica, decisa a stanare la verità su una crisi di governo in cui nulla sembra accadere per caso.
 
(Nella serie Netflix, il protagonista prende il nome di Frank Underwood, ed è ambientato negli Stati Uniti).
 
Se avete amato questa serie, non potete non leggere da quale romanzo è stata ispirata…non ve ne pentirete.
 
Buona lettura!

Rubrica a cura di: Ramona

La fiera della vanità – William Makepeace Thackeray

Il libro che propongo questa settimana è il romanzo simbolo che ben rappresenta la fragilità e la vacuità dei sentimenti materiali che in alcune persone hanno il sopravvento, e talvolta rappresentano l'unico obiettivo, e che li rende disposti a tutto: si tratta del libro di tutto William Makepeace Thackeray
 
La fiera della vanità
 
La trama del libro presenta vari personaggi, delle più alte sfere sociali come delle più basse ma due spiccano sugli altri: Rebecca (Becky) Sharp e Amelia Sedley . La prima è la figlia di un pittore e di una ballerina francese, decisa e pronta a tutto pur di conquistarsi un posto al sole nell'aristocrazia inglese; la seconda invece è figlia di borghesi benestanti, dolce, remissiva, il cui unico interesse è sposarsi con George Osborne, un giovane a cui è stata promessa fin dalla più tenera età.

La fiera della vanità è un famoso romanzo di William Makepeace Thackeray, adattato per il grande in diverse versioni, l'ultima delle quali è del 2004. Ambientato nel periodo Regency inglese, contrappone due figure femminili completamente diverse (e altrettanto antieroiche agli occhi del lettore) impegnate l'una nella scalata sociale e l'altra in una passiva ricerca dell'amore.
Attento analista e cinico letterato, William Makepeace Thackeray ha inventato la parola “ snob ”, un termine che si adatta perfettamente a La fiera della vanità.
 
L'autore propone i ritratti di due donne accomunate da essere entrambe “ antieroine ”: lontane, lontanissime dalle protagoniste dei romanzi quasi coevi di Jane Austen, donne pronte a lottare contro la società per i propri princìpi (la lealtà, l'onore, l 'amore), Becky e Amelia sono pieni di punti oscuri, contraddizioni e vizi profondamente umani. Ecco perché La fiera della vanità è un romanzo interessante e anomalo, in quanto non ha un vero e proprio protagonista “positivo positivo” in cui identificarsi ma preferisce rappresentare la meschinità, l'ambizione e l'inutile affanna dei propri dell'uomo alla ricerca traguardi. Quello che fa Thackeray è “semplicemente” restituirci uno spaccato di quella stessa società entro la quale ha vissuto, snob e arrivista, dell'Inghilterra coloniale.

“Sarà pur maligna la vendetta, ma almeno è naturale. Io non sono un angelo".
 
Buona lettura!

Rubrica a cura di: Ramona