Concorso RaccontaEstero: condividi la tua esperienza all’estero!

Il Servizio ScopriEuropa dell’IRSE (Istituto Regionale di Studi Europei del Friuli Venezia Giulia), ha lanciato il Concorso RaccontaEstero 2025, un'occasione di condivisione della propria esperienza all'estero e grande fonte di ispirazione per altri giovani che vorrebbero partire e sono in cerca di motivazione e opportunità.

Per partecipare basta raccontare la storia di un viaggio all'estero (un soggiorno studio, una vacanza, un’avventura, un'esperienza di lavoro, tirocinio, volontariato...). Si possono raccontare esperienze proprie fatte altrove ma anche esperienze di persone per le quali l’altrove è l’Italia.

Il concorso è aperto a tutti, senza limiti di età o nazionalità.

Per il proprio racconto di viaggio si potrà scegliere una tra le due seguenti modalità:
1) TESTO SCRITTO: un racconto di viaggio sotto forma di articolo giornalistico o racconto-breve, che non superi le 3000 battute spazi inclusi.
2) TRACCIA AUDIO: racconto di viaggio registrato in formato mp3 che non superi la durata di 8 minuti, senza jingle, né musiche di sottofondo, solo voce, con un testo-script della traccia audio.

Costituiscono valore aggiunto:
- una breve sintesi in inglese 
- una foto significativa capace di valorizzare il racconto
- un breve video che racconti chi sei e che riassuma il contenuto del racconto (max 1 minuto in formato verticale)

I premi consisteranno in assegni in denaro per ulteriori esperienze di viaggio. Le migliori tracce audio invece, diventeranno protagoniste del podcast IRSE "Interrail. Il podcast di viaggi che non ti aspetti", pubblicato su tutte le principali piattaforme podcast.

Scadenza 11 gennaio 2026

Responsabile sviluppo commerciale

Il responsabile sviluppo commerciale, consciuto anche come business developer, si preoccupa di migliorare e far crescere un'azienda, stabilendo e sviluppando relazioni con clienti, fornitori e partner. E' colui che identifica tutte le opportunità di business, per migliorare i profitti aziendali e aiutare il brand a crescere, creando nuove opportunità e iniziative economiche e commerciali, per incrementare la produzione e i guadagni dell’azienda in cui lavora.

È un analista esperto nelle attività di creazione, investimento, commercializzazione e marketing. Definisce le strategie di impresa, in team con i diversi Responsabili di settore nelle aree: commerciale, Marketing, Vendite, Produzione e/o Ricerca e Sviluppo (dove presenti e a seconda della struttura dell’organigramma aziendale).

Quali sono i compiti del responsabile sviluppo commerciale?

In qualità di responsabile dello sviluppo aziendale, questa figura deve essere in grado di ricercare e identificare nuove opportunità di business (inclusi nuovi mercati, tendenze, nuovi clienti, partnership importanti, prodotti e servizi, mercati esteri) e di generare contatti per potenziali contratti.

In particolare le sue mansioni principali sono:

  • Ricercare e valutare le fonti di ricavo o di investimento più efficaci (Risk Management).
  • Identificare nuove possibili relazioni e collaborazioni con altre imprese o enti.
  • Esaminare le tendenze di mercato nel settore in cui opera l’azienda, cercando di intervenire in anticipo sulle azioni della concorrenza.
  • Sviluppare nuovi prodotti seguendone l’intero processo di creazione e commercializzazione (dall’ideazione, alle proposte commerciali, all’effettiva vendita).
  • Elaborare modelli di business.

Quali competenze deve possedere?

  • Abilità di comunicazione e negoziazione: fondamentali per presentare prodotti e servizi in modo efficace e concludere accordi vantaggiosi.
  • Intraprendenza e visione strategica: capacità di identificare opportunità e tradurle in piani concreti.
  • Capacità analitiche: abilità nell'analizzare dati di mercato, trend e performance aziendali.
  • Conoscenza delle lingue: indispensabile se l'azienda opera in contesti internazionali.
  • Lavoro di squadra: collabora attivamente con altri dipartimenti per raggiungere obiettivi comuni.

Come diventare responsabile sviluppo commerciale?

Per diventare Responsabile Sviluppo Business, è opportuno conseguire una Laurea nelle discipline economiche e aver maturato un’esperienza pregressa di collaborazione nell’area dello Sviluppo Business, nel Marketing o nel settore della Ricerca e dell’innovazione tecnologica, per poi acquisire competenze anche nelle funzioni di direzione, gestione e coordinamento.

I responsabili sviluppo commerciale sono una risorsa essenziale per le aziende che aspirano al successo. Essi possono essere definiti come delle vere e proprie “sentinelle”, che recepiscono le informazione esterne all’azienda e le elaborano, apportando modifiche e attuando strategie di business ad alto potenziale di successo.

Per raggiungere un determinato obiettivo è indispensabile avere nel proprio team un business developer altamente formato e motivato, che sia capace non solo di rappresentare la propria azienda, ma anche di garantire soluzioni adeguate per generare nuove opportunità.

INPS per i giovani

INPS ha lanciato il nuovo Portale Giovani, un unico accesso digitale, via app e web, che raccoglie oltre cinquanta servizi per giovani fra i 16 e i 34 anni. L'obiettivo è portare i più giovani verso il mondo del lavoro e oltre con tutti i servizi e le prestazioni dell'Istituto pensate per questa fascia di età.

Dal riscatto della laurea ai bonus per le famiglie, fino agli incentivi per l’imprenditoria giovanile e alla pace contributiva, INPS ha lanciato un progetto pensato proprio per accompagnare i giovani nel percorso verso il mondo del lavoro e oltre, immaginando appunto uno spazio digitale unico, disponibile anche via app, dove trovare tutti i servizi e le prestazioni dell'Istituto pensate per i giovani.

Parliamo di oltre 50 servizi dedicati ai giovani per supportarli nella costruzione del loro futuro lavorativo e previdenziale, promuovendo l’autonomia e l’accesso a opportunità.

Come funziona Inps Giovani

Il presidente dell’Inps ha spiegato che il Portale Giovani è un punto di accesso semplice per trovare informazioni di diverso tipo, dal riscatto della laurea, ai bonus per le giovani famiglie, fino agli incentivi per chi decide di aprire un’impresa.

Nella sezione a te dedicata si trovano notizie utili per lavoratori, disoccupati, inoccupati o studenti.

Anche se la pensione è ancora lontana, gli utenti possono iniziare a capire come funziona il sistema contributivo che si basa sui contributi che vengono versati durante la carriera. Oppure come procedere con il riscatto della laurea o con la pace contributiva.

Inoltre è disponibile il podcast e il libretto “INPS Giovani” per aiutare i ragazzi a sviluppare una cultura previdenziale.

Secondo il presidente dell’Inps questo “è un nuovo modello di welfare generativo: ascolta i bisogni delle nuove generazioni e li accompagna, passo dopo passo, nel loro percorso di crescita, autonomia e lavoro”.

Per raggiungere i ragazzi l’istituto ha scelto di usare i loro linguaggi e i loro spazi, ovvero i social network, i creator e i podcast.

Da ottobre inoltre partirà un grande programma di educazione previdenziale nelle scuole, nelle università e negli istituti professionali.

Come accedere al portale Inps Giovani

Arriveranno 4 milioni di buste dall’Inps alle famiglie per favorire l’accesso dei giovani. Al Portale Giovani si accede anche tramite un QR Code che è stampato nelle comunicazioni cartacee in arrivo da settembre.

Altrimenti si può entrare sulla piattaforma tramite Spid. Una volta arrivati nell’area personale, si può cominciare a navigare tra le varie sezioni: pensione e previdenza, lavoro, sostegni sussidi e indennità e imprese e liberi professionisti.

C’è anche una sezione Inps Risponde per poter scrivere agli esperti in merito ai servizi offerti nel sito, e per ogni necessità di assistenza.

Per scoprire i servizi più adatti alle proprie esigenze, si può selezionare il profilo, ovvero se si è lavoratore, disoccupato, inoccupato o studente. Cliccando su ognuna di queste categorie si avranno le informazioni sui servizi e i bonus che potrebbero interessare maggiormente l’utente.

Agenzia Regionale Lavoro e Centri per l’Impiego ER: webinar gratuiti sulla ricerca del lavoro 2025

Sono in programma una serie di incontri gratuiti online dedicati alla ricerca del lavoro e organizzati dai Centri per l'Impiego - Agenzia Regionale per il Lavoro Emilia Romagna

Le tematiche affrontate saranno numerose:

  • 18 settembre 2025 ore 10:00-12:00 "Opportunità formative in Emilia Romagna": come capire se ci serve della formazione? Quali sono le opportunità di formazione che posso trovare nel mio territorio? Focus sullo strumento del tirocinio!
  • 07 ottobre 2025 ore 10:00-12:00 "LavoroXte e i servizi per il Lavoro dei Centri impiego": per conoscere i servizi offerti e navigare nel sito per cogliere tutte le opportunità di lavoro. Focus su LavoroXte!
  • 28 ottobre 2025 ore 10:00-12:00 "Il curriculum vitae e la lettera di presentazione": quale curriculum per quale obiettivo? Redazione e restyling del curriculum vitae, esempi di vari formati e modelli del CV, le lettere di presentazione e di auto-candidatura
  • 6 novembre 2025 ore 10:00-12:00 Come affrontare un colloquio di lavoro: le fasi del processo di selezione, le varie tipologie di colloquio, come arrivare preparati alla selezione e come affrontare positivamente le domande
  • 18 novembre 2025 ore 10:00-12:00 La ricerca del lavoro e i canali del web: come cercare attivamente lavoro; definizione del progetto e di un piano di azione; consigli per un utilizzo efficace dei principali canali di ricerca tradizionali, web e Social
  • 02 dicembre 2025 ore 10.00-12:00 I contratti di lavoro e gli incentivi alle assunzioni: i contratti disponibili nel nostro mercato del lavoro, differenze e peculiarità. Conoscere i principali incentivi all'occupazione per capire se ve ne sono alcuni collegati alle vostre caratteristiche

Gli incontri si svolgeranno da settembre a dicembre ed è possibile partecipare ad un singolo incontro o anche a più incontri a seconda dell'interesse della persona.

L'adesione va fatta compilando il form dedicato

IA: paura o speranza per il futuro dei giovani?

Il dibattito sull’intelligenza artificiale si fa sempre più acceso, in modo particolare quando si tratta di analizzare il suo impatto sulla Generazione Z e sulle prospettive di ingresso nel mondo del lavoro.

Sembra quasi che la tecnologia, invece di aprire e facilitare nuove prospettive, stia mettendo i bastoni tra le ruote ad esempio a chi muove i primi passi nel mondo del lavoro.

Ma è davvero così?

La domanda che ci possiamo fare nel rapporto tra Generazione Z e IA è se quest'ultima chiude le porte o apre invece nuove opportunità?
Il dato che preoccupa è quello relativo alle assunzioni: ad esempio nel 2024, le aziende del settore tech hanno ridotto del 25% le opportunità per i neolaureati rispetto all’anno precedente. Inoltre le aziende stanno rivedendo le proprie strategie di recruiting, tagliando soprattutto sui lavori entry level, ovvero quelle mansioni considerate più facilmente sostituibili da processi automatizzati.

Non è difficile intuire il motivo: le attività ripetitive, standardizzate e a basso valore aggiunto sono il terreno ideale per l’automazione. I sistemi di IA generativa riescono a svolgere questi compiti con una rapidità e una precisione che difficilmente possono essere eguagliate da un essere umano alle prime armi.

Eppure, esiste anche un rovescio della medaglia. Se da un lato si assiste a una contrazione delle opportunità per chi è all’inizio del percorso, dall’altro cresce la richiesta di figure con esperienza alle spalle. È il classico paradosso del lavoro: si cercano persone già formate, ma si riducono gli spazi per chi dovrebbe formarsi sul campo. Un vero e proprio circolo vizioso che rischia di lasciare la Generazione Z in un limbo di attesa e incertezza.


Tuttavia, non tutto è perduto. Guardando con maggiore attenzione, emergono segnali che invitano a non cedere a una visione catastrofista. Un recente sondaggio IBM rivela che ben tre progetti di intelligenza artificiale su quattro non raggiungono il ritorno sull’investimento promesso. E uno studio del National Bureau of Economic Research sottolinea come, almeno per ora, la tecnologia non abbia ancora intaccato in modo significativo i salari o le ore lavorate nei settori più esposti.

Inoltre, molte organizzazioni stanno iniziando a considerare l’intelligenza artificiale non come una minaccia, ma come uno strumento di supporto per i giovani talenti. In ambiti come il marketing e l’assistenza clienti, la tecnologia viene utilizzata per potenziare la produttività, permettendo ai dipendenti di dedicarsi ad attività a più alto valore aggiunto e di acquisire nuove competenze. In altre parole, il futuro non è già scritto: molto dipende da come sapremo sfruttare le opportunità che la trasformazione digitale ci offre.

Proprio per questo si può consigliare ai giovani di puntare sulle competenze STEM, ma senza trascurare le cosiddette “metacompetenze” – pensiero critico, creatività, adattabilità – che rappresentano un valore aggiunto in un mercato del lavoro sempre più dinamico e imprevedibile. In fondo, se c’è una cosa che l’automazione non potrà mai replicare, è la capacità umana di reinventarsi, di leggere tra le righe, di trovare soluzioni originali ai problemi complessi.

Manager della transizione digitale

Il Manager della transizione digitale è una figura cruciale per aziende e pubbliche amministrazioni, soprattutto nel contesto attuale caratterizzato da continui cambiamenti tecnologici. E' un professionista che integra le nuove tecnologie nella realtà in cui opera, assicurando che l’innovazione sia accompagnata da un adeguato cambiamento organizzativo.

Il Manager della transizione digitale (Digital Transformation Manager o Digital Transition Manager) è una figura professionale sempre più centrale nel panorama aziendale e nella Pubblica Amministrazione. Il suo ruolo nasce dalla necessità crescente di adattarsi ai continui cambiamenti tecnologici e digitali, integrando nuove tecnologie nei processi aziendali per migliorarne l’efficienza e l’efficacia operativa.

Il responsabile per la transizione digitale non si limita a implementare nuove tecnologie nel contesto in cui opera, ma guida l’intera organizzazione attraverso un cambiamento culturale, che coinvolge processi, strategie e modelli di business. In pratica, questo professionista svolge un ruolo chiave nell’orientare le aziende nel loro percorso di trasformazione digitale, garantendo che ogni parte dell’organizzazione sia allineata agli obiettivi di innovazione e digitalizzazione.

Quali sono i compiti del responsabile per la transizione al digitale?
Questo professionista è chiamato a sfruttare le potenzialità offerte dalle tecnologie per innovare un’impresa e renderla maggiormente competitiva sul mercato. I suoi compiti sono, dunque, coerenti con questo suo ruolo strategico e richiedono un approccio trasversale che investe diverse funzioni aziendali.

Nel dettaglio si occupa di:

  • analisi dei processi aziendali: valuta lo stato attuale dei processi aziendali e identifica le aree che potrebbero beneficiare di una digitalizzazione;
  • pianificazione e gestione della strategia di digitalizzazione: elabora un piano strategico per l’implementazione delle tecnologie digitali, in linea con il budget a disposizione e le tempistiche stimate, allineandolo agli obiettivi aziendali a lungo termine;
  • gestione del cambiamento: si occupa della gestione del cambiamento organizzativo e culturale, favorendo l’adozione delle nuove tecnologie da parte di tutti i dipendenti e dirigenti;
  • ricerca di nuove soluzioni digitali: cerca e valuta nuove tecnologie e strumenti digitali che possono migliorare i processi aziendali, aumentare l’efficienza, ridurre i costi o creare nuove opportunità di business, anticipando le esigenze future dell’azienda;
  • collaborazione con team interdisciplinari: lavora a stretto contatto con diversi dipartimenti quali IT, marketing, risorse umane e finanza, per assicurare una trasformazione digitale integrata e più consapevole;
  • monitoraggio e ottimizzazione: una volta implementate le nuove tecnologie, il responsabile monitora continuamente le prestazioni e l’efficacia delle soluzioni digitali adottate, apportando miglioramenti dove necessario.

Dove lavora il Manager della transizione digitale?
Trova opportunità di lavoro in diverse tipologie di organizzazioni, sia nel settore privato che nella Pubblica Amministrazione. Le grandi aziende e quelle con una forte propensione all’innovazione sono quelle che più frequentemente necessitano di un Manager della trasformazione digitale per gestire l’integrazione di tecnologie avanzate. Tuttavia, anche le piccole e medie imprese stanno riconoscendo l’importanza di questa figura per rimanere competitive nel mercato globale.

Nel settore pubblico,il Responsabile Transizione Digitale è diventato una figura dirigenziale obbligatoria per garantire che le amministrazioni pubbliche possano offrire servizi pubblici digitali efficienti, coerenti con l’adozione di modelli di relazione trasparenti con i cittadini.

Come diventare Manager della transizione digitale?
Diventare un Manager della transizione digitale, una delle figure più ricercate tra i lavori del futuro, richiede un mix di competenze tecniche orizzontali e soft skills, che possono essere acquisite attraverso una formazione universitaria specifica e l’esperienza sul campo. Proprio per questo motivo, fra i requisiti di base più diffusi vi è un titolo di Laurea e/o un Master universitario.

Sebbene non esista un percorso di studi unico e prestabilito per ricoprire questo ruolo, ci sono percorsi di Laurea che offrono una preparazione adeguata a svolgere questo ruolo:

- Laurea Triennale in Ingegneria Gestionale, fornisce competenze ingegneristiche e gestionali legate ai processi di Digital Management nei sistemi pubblici e privati;
- Laurea Magistrale in Ingegneria Gestionale, forma i futuri ingegneri gestionali per l’Innovazione Digitale, capaci di analizzare, progettare e gestire progetti di Digital Transformation che integrano tecnologia, economia e organizzazione;
- Laurea in Ingegneria Informatica per la Transizione Digitale, fornisce le competenze necessarie per la digitalizzazione dei sistemi produttivi, logistici e della pubblica amministrazione;
- Laurea Magistrale in Economia e Management, ideato per chi vuole ricoprire posizioni di responsabilità e prestigio nell’economia e management digitale aziendale.

Quali sono le competenze del Manager della transizione digitale?
Hard skills
-Conoscenza delle tecnologie emergenti come l’Intelligenza Artificiale, Big Data e IoT;
-Cybersecurity e tecniche di protezione dei dati e delle infrastrutture digitali;
-Comprensione dell’Industria 4.0 e delle Key Enabling Technologies (KET);
-Data Management, dashboarding e analysis;
-Project Management;
-Risk Management;
-Change & Innovation Management;
-Web Design;
-Sistemi ERP;
-Business Intelligence;
-Fintech;
-Open innovation;
-Knowledge Management e apprendimento organizzativo.

Soft skills
-Gestione dei progetti digitali;
-Comunicazione efficace;
-Problem-solving;
-Gestione del cambiamento;
-Adattabilità e flessibilità;
-Leadership;
-Pensiero strategico;
-Gestione del tempo e delle priorità;
-Orientamento ai risultati.

In conclusione, essere un Manager della transizione digitale richiede una solida preparazione tecnica e manageriale, accompagnata da una costante capacità di adattamento e innovazione. Questo ruolo rappresenta una delle professioni più strategiche del futuro, che è e sarà di cruciale importanza in un mondo sempre più digitale e interconnesso.

Non esiste coraggio senza paura – 31 Meeting giovani

Prende il via il 31° Meeting Giovani con un titolo proposto dai giovani per quest'edizione: “NON ESISTE CORAGGIO SENZA PAURA”. L'evento si svolgerà al Teatro al Parco - Parco Ducale Parma - nelle giornate del 7-8-9 maggio 2025.

Il progetto è promosso dallo Spazio Giovani dell’Ausl di Parma, in collaborazione con Comune di Parma, Università degli Studi di Parma, Ufficio Scolastico Provinciale di Parma e Piacenza, Associazione di Promozione Sociale Galleria dei Pensieri, Compagnia Era Acquario.

Dal 2002 è stato firmato un Protocollo di Collaborazione fra i suddetti enti che hanno costituito il Comitato Scientifico/Organizzativo del Meeting Giovani per garantire continuità e coerenza all’esperienza attraverso forme consolidate di collaborazione tra gli Enti.

AREE TEMATICHE DI INTERVENTO:
Benessere Individuale e Relazionale, Sani Stili di Vita.


OBIETTIVI GENERALI:
Promozione della salute e prevenzione del disagio giovanile.


Con gli adolescenti:
-attivare riflessioni su temi che riguardano la loro salute fisica, psicologica, interpersonale e sociale;
-promuovere la capacità di lavorare in gruppo con i pari e con gli adulti;
-promuovere la creatività ed il protagonismo giovanile;
-stimolare l’impegno e la partecipazione attiva alla vita sociale scolastica e della comunità locale;
-condividere riflessioni e bisogni con altri giovani;
-far conoscere e avvicinare i ragazzi ai servizi a loro dedicati e rendere appropriati gli interventi dei servizi stessi.

Con gli adulti:
-proporre il ruolo dell’adulto come facilitatore del processo di crescita personale dei ragazzi e della messa in atto di scelte consapevoli e responsabili;
-sostenere il lavoro degli insegnanti e degli adulti facilitatori attraverso interventi tenuti da Psicologi di Comunità per affrontare tematiche relative alle dinamiche relazionali all’interno del gruppo.

DESTINATARI:
-Studenti Scuola Secondaria 1 Grado, Studenti Scuola Secondaria 2 Grado, Studenti Enti di Formazione, Docenti, Figure professionali varie (psicologi, educatori, etc)

-Adolescenti (fra i 13 ed i 20 anni) ed i loro adulti di riferimento: insegnanti, facilitatori, educatori ecc..
Dal punto di vista territoriale il Meeting Giovani si rivolge alla città e provincia di Parma e coinvolge Istituti Secondari di I e II grado, Enti di Formazione Professionale, Centri di Aggregazione Giovanile, Associazioni, Parrocchie, gruppi giovani spontanei.

Il tema per l'edizione 2025 è: “Non esiste coraggio senza paura”.

IL MEETING E’….

  • un “intervento di rete” per aprire uno spazio di riflessione e confronto, in cui gli adolescenti, in collaborazione con gli adulti, possono lavorare insieme sulle loro problematiche e promuovere una metodologia di lavoro, in cui si facilita la libera espressione di sé;
  • un momento d'incontro in cui i ragazzi condividono sia i risultati delle ricerche, sia l’esperienza acquisita nelle relazioni interpersonali;
  • uno spazio di libera espressione, di comunicazione e condivisione, di ascolto e di partecipazione

Darà il via all'iniziativa la Serata Inaugurale che si terrà Mercoledì 7 maggio alle ore 20.30 con uno Spettacolo di Teatro e Danza realizzato da: Compagnia Era Acquario, Scuola Media L. Vicini, Liceo Marconi e Centro Giovani Esprit.

Scarica il programma

EuroTips – 2025 anno europeo per la cittadinanza digitale

Ci stiamo addentrando sempre di più nell’era digitale, ma come possiamo assicurare che tutti abbiano le competenze necessarie per partecipare in modo responsabile, sicuro ed efficace al mondo digitale? L’Anno europeo dell’educazione alla cittadinanza digitale 2025 intende rispondere a questa domanda promuovendo l’educazione alla cittadinanza digitale in tutta Europa. Questa iniziativa, approvata da 46 ministri dell’Istruzione europei, mira a fornire ai cittadini le competenze necessarie per prosperare in una società digitalmente connessa, incoraggiando un senso di responsabilità condivisa, la partecipazione democratica e i diritti umani online.

Che cos’è l’educazione alla cittadinanza digitale?

L’educazione alla cittadinanza digitale (ECD) va ben oltre l’insegnamento dell’utilizzo degli strumenti digitali. Introduce valori, comportamenti, competenze e conoscenze che consentono alle persone di diventare partecipanti informati, attivi ed etici nel mondo digitali.

Nel 2025, l’Anno europeo dell’educazione alla cittadinanza digitale sarà un invito ad agire, incoraggiando le parti coinvolte, dai governi alle singole persone, a impegnarsi a rendere la cittadinanza digitale un elemento essenziale dei sistemi educativi. Il quadro del Consiglio d’Europa verterà sulle aree seguenti:

– Pensiero critico e alfabetizzazione digitale
– Rispetto dei diritti e delle libertà digitali
– Partecipazione attiva e impegno civico
– Sicurezza e benessere nel mondo digitale

Perché l’Anno europeo dell’educazione alla cittadinanza digitale è così importante?

Pur offrendo alle persone un accesso senza precedenti all’informazione, all’istruzione e alla comunicazione, le tecnologie digitali le espongono anche a diversi rischi online. Questi includono minacce come le molestie online, il furto d’identità e la divulgazione di notizie false, che possono minare la fiducia nei sistemi democratici.

L’educazione alla cittadinanza digitale consente alle persone di:
– Proteggere la propria privacy e rispettare quella degli altri.
– Riconoscere e mettere in discussione la disinformazione, la manipolazione online e i contenuti dannosi.
– Partecipare attivamente a comunità online, incoraggiando la collaborazione, l’inclusione e il rispetto reciproco.
– Difendere e sostenere i diritti umani e i valori democratici negli spazi digitali.
– Identificare e gestire i rischi, come il cyberbullismo e il discorso d’odio.

L’Anno europeo dell’educazione alla cittadinanza digitale farà in modo di garantire che tutti i cittadini, soprattutto le generazioni più giovani, abbiano le competenze digitali necessarie per navigare in questo ambiente in modo sicuro, efficace e responsabile.

Per approfondire puoi visitare il sito ufficiale dedicato all’Anno Europeo per la Cittadinanza Digitale.

Il mondo del lavoro ricerca…IMPRENDITORE DELLA RISTORAZIONE

Imprenditore della ristorazione: chi è e di cosa si occupa

Per chi aspira a lavorare nel mondo della ristorazione, ha competenze manageriali culinarie e ambisce a gestire un locale, l’imprenditore della ristorazione è la professione perfetta.

Cosa fa un imprenditore della ristorazione?

Principalmente crea, sviluppa e gestisce attività di business orientate all’enogastronomia e all’accoglienza. I suoi compiti sono simili a quelli di un Manager della ristorazione salvo il fatto che, quest’ultimo, anziché aprire una sua attività, gestisce ristoranti indipendenti oppure appartenenti a catene.

Ma come si fa a diventare un imprenditore di successo in questo settore?

Le competenze di un imprenditore della ristorazione

Un imprenditore della ristorazione possiede competenze trasversali, che vanno dall'enogastronomia al Management. In particolare, deve:

  • saper redigere un Business Plan, pianificando strategie e obiettivi, definendo il posizionamento ed effettuando previsioni finanziarie;
  • avere una formazione economica e una forte propensione alla Leadership;
  • saper utilizzare strategie che soddisfino i bisogni del cliente e che creino un’esperienza “diversa”. Un buon Manager della ristorazione sa infatti di dover creare un business che si differenzi da quello dei suoi Competitors;
  • avere capacità di Budgeting e conoscenze finanziarie, per evitare che le uscite superino le entrate;
  • disporre di competenze Marketing, mirate al settore Food: dal Marketing digitale oggi non si può prescindere, ed è fondamentale conoscere le tecniche di promozione online e offline (Social Media, Google AdWords, campagne pubblicitarie tradizionali, ecc.);
  • avere conoscenze base nel campo del Design e del Food Design;
  • saper gestire lo Staff, formando la forza lavoro, stabilendo i turni di lavoro e assicurandosi di rafforzare lo spirito di squadra;
  • fare in modo che vengano rispettati gli standard di igiene e sicurezza previsti per questo settore.

Rientra tra le competenze del Manager della ristorazione anche la conoscenza della lingua inglese, soprattutto se il ristorante è orientato ad una clientela internazionale.

Per svolgere al meglio questa professione, è poi necessario avere delle buone conoscenze enogastronomiche che aiutano a scegliere con cura le materie prime e a definire il menù insieme a Chef e Sommelier. Un buon imprenditore, infatti, si consulta sempre con il personale di cucina, di sala e del bar per stabilire la carta.

Come diventare un imprenditore di successo?

Per diventare un imprenditore della ristorazione di successo è possibile scegliere uno dei numerosi corsi offerti dalle università, da enti o da Chef qualificati.

Si può optare per un corso specifico oppure, se si ha una formazione di tipo economico o finanziario, specializzarsi nel settore enogastronomico con un Master in Food & Wine oppure in Food & Beverage. Molti imprenditori della ristorazione hanno, infine, un diploma di scuola alberghiera, seguito da un corso di specializzazione e da diversi anni sul campo.

Quanto guadagna un imprenditore della ristorazione?

Tutto dipende dalla tipologia di ristorante e dal suo fatturato: si possono guadagnare 30.000 euro l’anno come 100.000 e più.

Ragazze Digitali ER, Industrie culturali e creative e Transizione ecologica: tornano i summer camp gratuiti della Regione

Sostenere giovani e famiglie nella scelta dei percorsi post-diploma e universitari e ridurre il divario digitale di genere. Con questi obiettivi tornano nel 2025 in Emilia-Romagna Ragazze Digitali ER e i Summer Camp dedicati alle Industrie culturali e creative e alla Transizione ecologica.

Lo scopo è quello di ridurre il divario digitale di genere e sostenere ragazzi e famiglie nella scelta dei percorsi post-diploma e universitari.

I Progetti sono indirizzati alle classi terze e quarte degli Istituti di istruzione secondaria di secondo grado dell’Emilia-Romagna e sono articolati come segue:

-25 percorsi approvati nell’ambito di Ragazze Digitali ER, destinati a 538 studentesse per ridurre il divario di genere nella formazione tecnico-scientifica, con un finanziamento di oltre 274mila euro;
-13 campi di orientamento dedicati alla transizione ecologica rivolti a 265 partecipanti, ragazzi e ragazze, per una dotazione finanziaria che supera i 130mila euro;
-9 Summer camp ICC – Industrie culturali e creativeper 180 partecipanti, con quasi 100mila euro di contributi.

Gli obiettivi
Le azioni proposte intendono fornire ai giovani e alle loro famiglie gli strumenti per scegliere con maggiore consapevolezza il proprio futuro e acquisire nuove competenze su temi come ingegneria informatica, scienze biomediche, analisi degli impatti climatici, bioingegneria, progettazione di videogiochi, intelligenza artificiale, stampa 3D, studio di nuovi materiali e valorizzazione del patrimonio artistico, storico e culturale della regione.

Tra gli obiettivi previsti innanzitutto il contrasto agli stereotipi di genere, che ancora troppo spesso allontanano le ragazze dallo studio delle materie scientifiche: il progetto Ragazze Digitali ER punta proprio a far acquisire alle studentesse competenze digitali scientifiche, considerate uno dei tasselli su cui costruire una vera parità. Sono, invece, aperti a ragazze e ragazzi i Summer Camp ICC e Transizione ecologica.

I campus
Organizzati sempre nel periodo estivo di sospensione delle lezioni, i corsi prevedono la realizzazione di laboratori formativi e orientativi e sono realizzati dagli enti di alta formazione accreditati in collaborazione con gli Atenei con sede in Emilia-Romagna; i modelli didattici scelti valorizzeranno la partecipazione attiva e la sperimentazione e prevedono visite guidate nei luoghi di eccellenza dell’innovazione dell’Emilia-Romagna, per arricchire e completare l’esperienza laboratoriale.

Per info: https://scuola.regione.emilia-romagna.it/novita/notizie/2025/tornano-summer-camp-della-regione