Liam Gallagher – Knebworth 22

Il ritorno di Liam a Knebworth 26 anni dopo lo storico live degli Oasis è stato raccontato in questo documentario, in uscita sul piccolo schermo (Paramount+), il 7 dicembre 2022.

Un regalo di Natale in anticipo per gli amanti di una delle voci più belle del Britpop, e non solo.

Si chiama semplicemente "Knebworth 22" , uscito nelle sale britanniche lo scorso novembre, racconto del trionfale concerto di Liam Gallagher in uno dei luoghi sacri del rock britannico.

La scorsa estate l'ex frontman degli Oasis è tornato, a distanza di 26 anni, proprio a Knebworth, lì dove la sua band realizzò uno degli eventi dal vivo più importanti nella storia moderna del Regno Unito, radunando 250.000 fan. Senza più la band che lo ha consacrato ad icona del rock, il cantante di Manchester ha portato sul palco i successi di una vita, oltre alle canzoni dell'ultimo album solista "C'Mon You Know".

Un documentario dedicato alla sua carriera solista, al centro del quale non poteva che esserci, per forza di cose, quello che resterà come uno dei momenti più importanti della sua vita post Oasis e una vera e propria prova di forza nei confronti del fratello maggiore Noel: il live della scorsa estate a Knebworth, quando Liam è tornato sul luogo del delitto, esibendosi per due serate davanti a 170.000 spettatori.

Knebworth 22 comprende interviste completamente nuove, più dietro le quinte e filmati del concerto catturati da 20 angolazioni. Il film va anche un po' oltre, condividendo storie e punti di vista di collaboratori e fan di generazioni diverse da tutto il mondo, confrontando il contesto emotivo e sociale degli spettacoli degli Oasis negli anni '90, con il tumulto della nostra era attuale.

In altre parole: da non perdere!

Giovani e viaggi: ecco i migliori sconti!

Vuoi visitare una nuova città ma temi possa essere troppo costoso?

Conosci i modi per risparmiare sul tuo viaggio?

In questo articolo troverai utili informazioni sui servizi che ti permettono di usufruire di sconti e agevolazioni su trasporto, alloggio e ingressi ad attrazioni turistiche e culturali.

Dal 2021 molte agevolazioni per i giovani sono state rinnovate in vista di un ritorno al turismo giovanile, dopo il fermo imposto dalla pandemia.

Di seguito alcune opportunità di accesso agevolato per spostarsi, viaggiare, fare turismo, acquistare beni e servizi culturali:

  • Tessera Ostelli AIG. Permette di accedere a tutti gli ostelli italiani e del mondo, oltre 4.000 strutture presenti in 90 Paesi di ogni continente. È possibile scegliere tra diverse tipologie: Tessera Italia, Tessera Mondo, Tessera Family (per nuclei familiari con minorenni) o Tessera Leader (per gruppi 4/25 persone). La tessera è acquistabile online o direttamente presso gli ostelli che fanno parte del circuito AIG - Associazione Italiana Alberghi per la Gioventù. Per INFO - Associazione Italiana Alberghi per la Gioventù
  • Eyca – European Youth Card / Carta Giovani. E' una tessera per under 26 o 31, a seconda dei paesi, che consente di viaggiare in Europa godendo di sconti nei cinema, nei musei, sui trasporti, per l'accomodation ed in molti esercizi commerciali del circuito European Youth Card. Per conoscere tutte le agevolazioni: http://www.europeanyouthcard.org/ I destinatari sono i ragazzi 14/29 anni (in Italia). Ha una validità anno solare ed è acquistabile on line, https://kiosk.eyca.org/
  • Interrail pass giovani under 27. Offre sconti per viaggiare in Europa a prezzi ridotti, con itinerario flessibile, senza scegliere in anticipo destinazioni o giorni di viaggio. Per info: https://trenitalia.interrail.eu/it/interrail-passes/global-pass
  • ISIC, Carta Internazionale dello Studente. Consente di usufruire di sconti ed agevolazioni sui trasporti, alloggi, musei e centri culturali nei Paesi di tutto il mondo. Dedicata agli studenti over 12, ha una validità di 12 mesi dalla data di richiesta. E' possibile acquistarla on line: https://www.isic.it/it/carte/isic/

Da grande farò…l’ISTRUTTORE DI SCUOLA GUIDA

Come diventare istruttore di scuola guida?

Per diventare istruttore di scuola guida occorre frequentare un corso di formazione iniziale e sostenere il relativo esame di abilitazione. Dopo aver conseguito l'abilitazione, l'istruttore di autoscuola è tenuto a frequentare un corso di formazione periodica della durata di otto ore da ripetere ogni due anni.

L’istruttore di autoscuola è quella figura professionale che all'interno dell'autoscuola si occupa di preparare gli allievi che intendono conseguire una patente di guida o un’abilitazione professionale, dando lezioni pratiche fino al raggiungimento del livello di abilità necessario: Agisce in modo da far sviluppare agli allievi i necessari automatismi di guida e la capacità di padroneggiare il veicolo, in sicurezza per sé stessi e per gli altri utenti della strada.

Quanti anni deve avere un istruttore di guida? 21 anni

La formazione

Per diventare istruttore di scuola guida occorre frequentare un corso di formazione iniziale e sostenere il relativo esame di abilitazione.
Dopo aver conseguito l’abilitazione, l’istruttore di autoscuola è tenuto a frequentare un corso di formazione periodica della durata di otto ore da ripetere ogni due anni.
I soggetti non in regola con la formazione non possono essere inseriti nell’organico dell’autoscuola.
La legge punisce l’esercizio abusivo dell’attività professionale di istruzione e formazione dei conducenti.

Riconoscimento qualifiche professionali estere

I cittadini degli Stati Membri dell'Unione Europa, dei Paesi dello Spazio Economico Europeo (Islanda, Liechtenstein e Norvegia) e della Svizzera, in possesso di una qualifica professionale conseguita all'estero e che intendono svolgere un'attività lavorativa in Italia, trovano in questa sezione le informazioni, i moduli e i riferimenti normativi necessari per il riconoscimento delle qualifiche necessarie per esercitare le professioni.
Il riconoscimento delle qualifiche professionali conseguite all'estero è disciplinato ai sensi del decreto legislativo del 9 novembre 2007 n. 206 di recepimento della Direttiva 2005/36/CE, modificata dalla direttiva 2013/55/UE.
Il predetto decreto legislativo, come modificato daldecreto legislativo n. 15 del 28 gennaio 2016, individua all'articolo 5 comma l-quater, quale Autorità competente, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (ora Ministero delle infrastruttute s della mobilità sostenibile ) per le professioni di insegnante e istruttore di autoscuola.

Inoltre, per il riconoscimento delle qualifiche professionali conseguite in UK, si applicano i principi esposti nelle linee guida operative diffuse dalla Commissione europea a seguito della Brexit.

Normativa

La disciplina relativa all'attività in parola è regolata da:
Art. 123 Decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modifiche ed integrazioni, recante “Nuovo Codice della Strada”

Artt. 335 e 336 del Decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495, e successive modifiche ed integrazioni, recante “Regolamento di esecuzione ed attuazione del Nuovo Codice della Strada”

Decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti 26 gennaio 2011, n. 17, “Regolamento recante la disciplina dei corsi di formazione e procedure per l'abilitazione di insegnanti ed istruttori di autoscuola”

Decreto del Ministro dei Trasporti e della Navigazione 17 maggio 1995, n. 317, e successive modifiche ed integrazioni, “Regolamento recante la disciplina dell'attività delle autoscuole”

Riconoscimento della qualifica/abilitazione professionale

Per ottenere il riconoscimento del titolo o formazione professionale di istruttore di autoscuola conseguito nell' U.E., Area SEE, Svizzera ai fini dell'esercizio in Italia della corrispondente attività, l'interessato deve presentare domanda in bollo al Ministero delle infrastrutture e dei Trasporti corredata di apposita documentazione indicata nella modulistica.

Qualora la documentazione non è completa l'ufficio richiede l'integrazione dei documenti mancanti.

Al termine dell'istruttoria può essere emesso:

  • un decreto di riconoscimento;
  • un riconoscimento subordinato al superamento di una misura compensativa;
  • un provvedimento di diniego.

Chi può richiederlo

  • Cittadini degli Stati membri dell'Unione Europea, Cittadini di un Paese dell' Area SEE (Norvegia, Irlanda, Liechtenstein), Cittadini della Confederazione Svizzera.

Cosa serve per richiederlo

  • Il modulo di domanda di riconoscimento del titolo o della formazione professionale di istruttore di autoscuola (allegato 1) e la documentazione richiesta (allegato 2)

Moduli e documentazione

  • Domanda per il riconoscimento del titolo o della formazione professionale di istruttore di autoscuola redatta sul modulo di cui all'allegato 1;
  • Documentazione da produrre nell'allegato 2;

Autorità Competente a cui presentare la richiesta:

Invio di email o PEC (a seconda dell’indirizzo a cui si invia):

Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili

Direzione Generale della Motorizzazione, per i servizi ai cittadini e alle imprese in materia di trasporti e navigazione
Email certificate:dg.mot@pec.mit.gov.it (la Pec non riceve messaggi di posta ordinaria ma solo certificata)
Email: dgmot.segr@mit.gov.it
Telefono: 06/4412.8539 - 8596
Indirizzo: Via Giuseppe Caraci, 36, Roma 00157 (RM)

Alternanza scuola-lavoro

L’Alternanza scuola-lavoro è una modalità didattica innovativa, che attraverso l’esperienza pratica aiuta a consolidare le conoscenze acquisite a scuola e testare sul campo le attitudini degli studenti, ad arricchirne la formazione e a orientarne il percorso di studio e, in futuro di lavoro, grazie a progetti in linea con il loro piano di studi.

E' obbligatoria per tutte le studentesse e gli studenti degli ultimi tre anni delle scuole superiori, licei compresi, è una delle innovazioni più significative della legge 107 del 2015 (La Buona Scuola) in linea con il principio della scuola aperta.

L’Alternanza scuola-lavoro è quindi una moderna modalità didattica, che aiuta lo studente a mettere in pratica la teoria imparata a scuola.

L’obiettivo principale è quello di avvicinare il più possibile i giovani al mondo del lavoro, alternando la teoria alla pratica in linea con il loro piano di studi. Esistono due tipologie:

  • attività alternativa dentro la scuola: è una attività di orientamento e incontri con esperti del settore del piano di studi. Questi incontri vengono effettuati direttamente presso l’Istituto scolastico.
  • attività fuori la scuola: consiste in tutte quelle attività che vengono effettuate fuori dall’Istituto. Infatti, riguardano incontri formativi effettuati presso le strutture ospitanti con la supervisione di tutor aziendali, docenti, consulenti esterni, ecc.

Entrambe le tipologie di Alternanza scuola lavoro sono obbligatorie per tutti gli studenti della scuola secondaria superiore, di età compresa tra i 15 e i 18 anni.

Come funziona:

A partire dall’anno scolastico 2019-20 il periodo di stage effettuato dal singolo studente nelle aziende promotrici dell’Alternanza Scuola – Lavoro, è un requisito necessario per l’ammissione alla maturità.

La durata dell’alternanza è di 400 ore per gli istituti tecnici, 200 ore per i licei e 400 ore per gli istituti professionali. Tutte le ore stabilite dovranno essere accumulate nel corso dell’ultimo triennio di scuola.

L’Alternanza Scuola-Lavoro è suddivisa in 5 fasi:

-Scelta del percorso di alternanza migliore presso imprese, aziende, associazioni sportive e di volontariato, enti culturali, ordini professionali e istituzioni;
-Incontro con l’impresa
-Firma del Patto formativo;
-Stage;
-Valutazione finale.


Nella prima fase lo studente insieme ad un docente valuteranno l’alternanza migliore in base alle caratteristiche e passioni dello studente. Terminata la prima fase, lo studente incontra l’azienda scelta e conoscerà il tutor esterno. Durante tale incontro lo studente dovrà firmare il Patto formativo, ossia un documento che obbliga allo studente di rispettare tutte le norme aziendali.

Successivamente alla firma del Patto formativo, lo studente inizia il suo periodo di stage presso l’azienda scelta. Ricordiamo che durante il periodo di alternanza Scuola – Lavoro, lo studente non percepirà nessuna retribuzione e nessun rimborso spese.

Infine, la scuola e l’azienda ospitante forniranno un Certificato delle competenze assunte dallo studente durante il proprio stage. Inoltre, anche lo studente dovrà fornire una valutazione sulla propria esperienza maturata in azienda.

Carta dei Diritti e dei Doveri dell’Alternanza
Per garantire il corretto funzionamento dell’Alternanza Scuola Lavoro, è stata istituita la Carta dei Diritti e dei Doveri. Tale documento è composto da 7 articoli da rispettare. I diritti e i doveri dovranno essere rispettati da tutti gli alunni, tutti gli istituti e dei responsabili del progetto.

Botticelli e Firenze. La nascita della bellezza

L'arte approda al cinema il 28, 29 e 30 novembre 2022, con il documentario Botticelli e Firenze. La nascita della bellezza che racconta la vita e le opere dell'artista vissuto nell'epoca d'oro di Lorenzo il Magnifico raccontate nel docufilm diretto da Marco Pianigiani.

E' noto come pittori, stilisti, fotografi contemporanei siano rimasti abbagliati dal fascino eterno di Botticelli e delle sue opere, continuamente rilette e re-inventate fino a entrare a pieno titolo nel nostro immaginario collettivo, lo stesso che porta ogni anno migliaia di visitatori di fronte ai suoi capolavori.

Sono proprio la sua storia, la sua arte e la sua riscoperta contemporanea ad essere le protagoniste di questo docufilm, con la voce narrante di Jasmine Trinca, prodotto da Sky, Ballandi e Nexo Digital con il patrocinio del Comune di Firenze, ideato e scritto da Francesca Priori e diretto appunto da Marco Pianigiani.

Rievocazioni oniriche, immagini suggestive della città e riprese di opere straordinarie si alternano alle voci dei massimi esperti, studiosi, storici dell’arte internazionali che narrano splendore e contraddizioni della Firenze di Lorenzo de’ Medici, alla scoperta di uno degli artisti simbolo del Rinascimento italiano. A fine Quattrocento, Firenze è paragonabile alla New York degli anni Ottanta, fatta di espansione economica e culturale, con commerci e scambi da ogni dove. Il docufilm permetterà di ripercorrere quel periodo mitico attraverso lo sguardo di Botticelli, che rappresenta quegli anni nelle sue opere, esprimendo il carattere dei suoi concittadini nella passione per il lavoro, nell’estrema competitività e intraprendenza, nel saper tessere le giuste relazioni sociali e nel saper soddisfare sempre i desideri dei committenti pubblici e privati.

Scopri i lavori ideali per chi vuole vivere viaggiando!

Se il tuo sogno è vivere viaggiando...la soluzione ideale potrebbe essere fare del viaggio il tuo lavoro!

Anche se potrebbe sembrarti difficile, per non dire impossibile, avere la possibilità di essere sempre in viaggio e coniugare il lavoro...una soluzione esiste. Basta prendere in considerazione tutti quei lavori e quelle professioni che ti permettono di spostarti continuamente.

Ecco alcune possibilità:

  • lavorare nelle Relazioni Internazionali. Se vuoi vivere viaggiando, il percorso universitario da seguire potrebbe essere quello delle relazioni internazionali. Generalmente questo ambito porta alla possibilità di lavorare nella diplomazia o nel commercio internazionale, viaggiando molto per motivi di lavoro.
  • Fare volontariato internazionale in cambio di vitto e alloggio. Una possibilità spesso sottovalutata è quella del volontariato internazionale. Lavorando in cambio di vitto e alloggio in progetti di questo genere, in realtà, permette di vivere viaggiando senza doversi preoccupare troppo dei soldi. Le spese di vitto e alloggio, infatti, coprono circa l’80% delle spese di un viaggiatore. I campi in cui si offre sostegno sono molti, dall’aiuto scolastico a quello medico passando per il supporto allo sviluppo agricolo ed economico. E non dimenticarti del volontariato europeo ESC (ex SVE).
  • WWOOF. World Wide Opportunities on Organic Farms è il progetto che mette in contatto i viaggiatori con fattorie biologiche. Offre la possibilità di viaggiare in modo etico e a zero spese: cosa cerchi di meglio?
  • L’import/Export. Nel mondo globalizzato si può importare ed esportare qualsiasi cosa. Devi avere spirito imprenditoriale e un’attitudine di ferro, ma se riesci a fare funzionare questo lavoro avrai sempre una scusa per viaggiare!
  • Lavorare nei bar. Uno dei lavori più popolari tra i viaggiatori è il barista: non è troppo difficile da trovare, consente il contatto con la gente del posto e può essere un lavoro transitorio.
  • Lavorare per una catena internazionale di hotel. Se riesci a trovare un lavoro in una catena internazionale di hotel (anche a casa tua), ci sono vaste opportunità di essere trasferiti in altri hotel in giro per il mondo e lavorare mentre stai viaggiando.
  • Fare l’agente di viaggio. Se ami viaggiare così tanto che ti capita di prenotare vacanze per altri, questo lavoro è proprio quello che fa per te! Probabilmente avrai anche degli sconti e dei viaggi gratis!
  • Diventare web designer. Uno degli ambiti con maggiori opportunità e chance di assunzione in ogni parte del mondo è proprio questo. Per non parlare della possibilità di lavorare come libero professionista online… Questo sì che permette di vivere viaggiando!
  • Vivere viaggiando lavorando come Freelancer. Mettersi in proprio e offrire servizi ad aziende e privati da remoto è un lavoro sempre più comune. Offrendo i tuoi servizi da lavoratore freelance avrai la possibilità di lavorare ovunque nel mondo – a patto di avere una connessione a internet. Se sai scrivere bene, sei un esperto di SEO e social media, un videomaker, un designer o altro ancora, potresti riuscire a vendere i tuoi servizi e guadagnarti da vivere in totale autonomia.
  • Fotografo. Che sia per una rivista di viaggio, per un’agenzia turistica, per un giornale o per privati, la fotografia può portarti in giro per il mondo. Pensa ai fotografi dei villaggi turistici, o a chi segue una coppia in viaggio di nozze per immortalare i momenti più magici della loro nuova vita insieme. Per non parlare dei fotografi professionisti che lavorano per le riviste di tutto il mondo.
  • Guida turistica internazionale. Immagina di passare i tuoi giorni insieme ad altri appassionati viaggiatori attraverso i segreti di un’affollata metropoli. O alla scoperta di qualche isolato patrimonio artistico. O ancora guidarli nella natura incontaminata. Quali che siano le tue preferenze, essere una guida turistica offre opportunità quasi illimitate per scoprire il mondo, o riscoprire i luoghi che già conosci.

L'elenco potrebbe proseguire ancora...questi erano solo alcuni suggerimenti, libera la tua fantasia alla ricerca del tuo lavoro perfetto!

Se lo senti lo sai – Jovanotti

Se lo senti lo sai è la nuova canzone di Jovanotti, fuori da mercoledì 9 novembre per Capitol Records Italy, e accompagnata dal videoclip ufficiale.

Il pezzo è una ballata dai toni caldi con testo di Lorenzo Jovanotti e musica scritta insieme a Samuel Romano in un giorno in cui la voce dei Subsonica, amico di Jova da una vita, guidando verso Roma, è passato da Cortona dove stavano nascendo nuove canzoni.

Il brano è poi passato dal tocco del produttore Rick Rubin e da quello di Lorenzo. Questa canzone vuole essere una dedica alle cose davvero importanti – quelle che stanno in una mano. Il non-videoclip è un viaggio tra i ricordi più belli dell’anno di Lorenzo, trascorso nel frullatore delle emozioni più diverse e forti: se te lo spiegano non capirai ma se lo senti lo sai.

Se lo senti lo sai è un modo per dire grazie alla mia gente, ci siamo fatti compagnia ancora una volta ed è stato bellissimo, vero, semplice, magico. Ci si vede in giro!” spiega Jovanotti.

Disponibile dal 9 dicembre in doppio CD, doppio LP (anche in versione limitata colorata), e in versione Super disco del Sole in copie limitate con un doppio CD LA LUCE NEI TUOI OCCHI – JBP2022 LIVE e un Disco del Sole Bootleg (quest’ultimo disponibile anche in formato digitale).
La luce nei tuoi occhi è anche il titolo del libro – racconto unico del Jova Beach Party 2022 in cui le foto di Michele Lugaresi si uniscono al diario a fumetti di Teresa Cherubini – in tutte le librerie dal 29 novembre per Mondadori.

https://www.youtube.com/watch?v=0TGqLCZ3Z84

Arancia Meccanica – Anthony Burgess

Arancia Meccanica, il cui titolo originale è A Clockwork Orange, è un libro di Anthony Burgess del 1962, reso famoso dall’omonimo film del 1971 del regista Stanley Kubrick che, anche grazie alle polemiche suscitate e all’intervento in molti paesi della censura a causa delle scene di violenza, è diventato in breve il film cult per un’intera generazione e l’opera simbolo della ribellione verso il sistema. Nonostante Burgess abbia rifiutato l’interpretazione di Kubrick, il romanzo Arancia meccanica, così come il film, tratta della violenza e della manipolazione degli individui da parte del sistema politico-economico.

L’autore Anthony Burgess nasce a Manchester, in Inghilterra, nel 1917. Dopo la Seconda Guerra Mondiale lavora come educatore in Malesia e in Brunei.

Riguardo alla scelta del titolo, lo stesso Burgess spiegò che esso si riferiva al fatto che l’uomo in balia della società, che non può scegliere da sé il proprio destino e la propria morale, altro non è che un’arancia meccanica, ovvero un essere inanimato che aspetta solo di essere innescato da qualcuno o qualcos’altro per agire nel bene o nel male. Inoltre il titolo Arancia Meccanica riunisce altre suggestioni, come ad esempio quella della frase dialettale londinese “As queer as a clockwork orange”, che indicava una persona o una cosa molto strana. Infine lo stesso Burgess segnalò che in malese “orang” significa uomo o persona.

Tutta la storia è narrata dal punto di vista di Alex, il protagonista della storia, un quindicenne incline alla violenza, che insieme alla sua gang, i "Drughi", della quale si erige a leader, compiono scorribande e azioni violente, fino a quando accade un episodio che dà una svolta radicale alla vita di Alex e dei suoi amici: durante un tentativo di rapinare una signora, questa ne rimane vittima: Alex viene colto in flagrante e sbattuto in carcere.
Desideroso di tornare in libertà, senza per questo imboccare la retta via e di divertirsi ancora con i suoi amici, il ragazzo tenta di arruffianarsi il prete del carcere in modo da trovare una soluzione per tornare a piede libero. È così che decide di sottoporsi come cavia alla “tecnica Ludovico”, un trattamento di condizionamento psicologico che consiste nel sottoporre il soggetto prescelto ad una continua visione di scene violente capaci, per via dell’effetto di alcuni particolari farmaci, di provocare un malessere fisico e un forte senso di nausea.
Quindi esce di prigione, ma una volta fuori non riesce a vivere pienamente la sua libertà e il suo desiderio di riprendere la sua vita di sempre, dato che i farmaci gli impediscono di avere la soddisfazione che sentiva quando compiva azioni violente, in più i suoi amici sono entrati a far parte della polizia.
Quello che si prospetta agli occhi di Alex è un mondo malato, fatto di corruzione e di loschi sotterfugi. Il ragazzo è costretto a comportarsi in maniera generosa e gentile, ma non è ciò che vuole. Si sente legato, non libero, marionetta nelle mani di altri individui: «E io? E a me non chiedete nulla? Sono forse una specie di bestia o un cane? Devo forse essere soltanto un'arancia meccanica?», si domanda nel momento di maggiore enfasi di tutto il libro.

Di sicuro un romanzo molto crudo, in quanto la storia di Alex e soci arriva in maniera molto diretta al lettore, in quanto può essere catalogato come romanzo distopico, ovvero dove viene evidenziata la parte estremamente negativa del mondo che ci circonda, dove il male della società porta a conseguenze estreme. Un altro esempio di romanzo distopico è 1984, di George Orwell: in entrambi i casi, protagonisti delle vicende sono persone che perdono la loro individualità, sopraffatti da un potere esterno contro il quale poco o niente si può fare.

Beautiful – Christina Aguilera

Christina Aguilera ha pubblicato il video di Beautiful riscuotendo velocemente grande successo con numerosi commenti e centinaia di migliaia di visualizzazioni su YouTube.

Beautiful è un emozionante brano in cui la cantante ricorda l’importanza dell’accettazione di sé stessi in un mondo in cui stereotipi e modelli possono avere conseguenze sulla percezione del proprio corpo.

"Per celebrare il 20° anniversario di Stripped e per la Giornata della salute mentale, sono onorata di condividere un nuovo video musicale per Beautiful, in arrivo il 19 ottobre.
Sintonizzati ed entra. Prendi il tuo spazio, disconnetti, metti al primo posto la tua mente, il tuo corpo e la tua anima.
"
Queste le parole condivise dalla cantante, via social, con un breve teaser video che mostra un gruppo di bambine davanti ad un cellulare, pronte a truccarsi e vestite tutte allo stesso modo.

Nel corso degli anni il singolo è divenuto un vero e proprio inno conquistando anche la statuetta come Miglior interpretazione vocale femminile pop ai Grammy Awards del 2004.

Ad accompagnare il pezzo 20 anni fa, c’è stato il video di Jonas Åkerlund che ha fatto ottenere a Christina Aguilera un GLAAD Media Award per la sua interpretazione positiva di persone gay e transgender. Nel 2011, l’organizzazione britannica per i diritti LGBT Stonewall ha definito “Beautiful” la canzone più abilitante del decennio precedente per gay, lesbiche e bisessuali. Nel 2009 Rolling Stone e VH1 l’hanno elencata come una delle migliori canzoni degli anni 2000.

https://www.youtube.com/watch?v=7kEwGXLdbZ8
Beautiful - 2022 version

Da grande farò… PILOTA D’AEREO

COME DIVENTARE PILOTA D’AREO? Lavorare come pilota d’aereo continua ad essere il sogno di molti bambini e giovani adolescenti. Riuscire a fare carriera in questo settore potrebbe sembrare a molti difficile (o addirittura impossibile) ma, in realtà, con una buona dose di impegno e la giusta formazione niente è impossibile. Quella del pilota è una professione che comporta delle responsabilità e, in questo tale, per avere accesso alla stessa bisogna essere altamente preparati e qualificati. Vi sono diverse scuole in Italia e all’estero che permettono ai giovani in età di formazione di poter acquisire il brevetto di pilota.
Prima di poter pensare di iniziare a fare carriera in questo settore, ovviamente, bisogna partire dalle basi, ovvero da una buona formazione. Il primo brevetto che un aspirante pilota deve ottenere, propedeutico all’ottenimento delle licenze che poi danno accesso alla professione, è il brevetto per pilota privato, ovvero il certificato PPL(A), la licenza base per iniziare questo percorso.

LA FORMAZIONE. I brevetti da pilota e le licenze. I corsi che rilasciano il brevetto di pilota privato devono essere organizzati da scuole ed enti riconosciute o autorizzate dall’ENAC, ovvero l’Ente Nazione per l’Aviazione Civile (che è anche l’autorità italiana di regolamentazione tecnica, certificazione e vigilanza nel settore dell’aviazione civile sottoposta al controllo del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti). Per essere ammessi ai corsi di formazione è necessario:
• aver portato a termine il percorso di studi obbligatorio, e quindi aver conseguito il diploma di scuola media superiore;
• superare i test di ammissione, che solitamente consistono nello svolgimento di prove vertenti su matematica, fisica e inglese.
La fase di ammissione serve per verificare le conoscenze di base del candidato e, se superati, daranno diritto di accesso al corso. La formazione precedente al rilascio del brevetto si divide in due fasi, ovvero: una parte teorica (in aula) e una pratica (che implica l’utilizzo di un simulatore di volo prima del volo vero e proprio).
Attenzione però che se si vuole lavorare come piloti, oggi, portare a termine questo corso non basta. Per poter lavorare a tutti gli effetti come pilota, infatti, bisogna ottenere il brevetto commerciale, il cosiddetto certificato CPL (Commercial Pilot Licence). Questa licenza, successiva all’ottenimento del certificato PPL(A), permetterà – a chi la ottiene – di:
• esercitare tutte le attività consentite al titolare di una licenza PPL(A);
• operare come pilota responsabile o copilota in operazioni diverse dal Trasporto Aereo Commerciale;
• operare come pilota responsabile in voli commerciali di trasporto aereo su qualsiasi velivolo certificato ed impiegabile per pilota singolo;
• operare come copilota nel Trasporto aereo commerciale.
Per essere ammessi ai corsi che rilasciano il certificato CPL bisogna essere in possesso di determinati requisiti e titoli come, per esempio, la licenza di pilota privato (ovvero il certificato PPLA), avere una buona conoscenza della lingua inglese e almeno un tot di ore di volo come pilota. La verifica di queste qualità e competenze avverrà tramite dei colloqui preliminari all’ammissione, finalizzati appunto alla conoscenza del candidato e alla determinazione delle sue capacità.
Conseguito il certificato CPL l’ultimo step da superare è quello dell’ottenimento della licenza ATPL, ovvero il brevetto che permette al pilota di effettuare voli di linea con passeggeri (e quindi di essere a capo di un equipaggio). Il brevetto ATPL è necessario per poter lavorare per tutte le compagnie aeree che effettuano voli di linea, di lunga tratta, nazionali, internazionali e intercontinentali.
Tutti questi corsi, e l’ottenimento stesso delle licenze, sono a pagamento e possono richiedere un investimento non indifferente di denaro. Il superamento di tutti gli esami, inoltre, non garantisce l’accesso alla posizione, perché sarà poi il neo-pilota a doversi rimboccare le maniche per trovare lavoro.
A chi sogna di fare questo mestiere, inoltre, potrebbe ritornare utile il conseguimento di altre certificazioni, come per esempio:
• l’abilitazione strumentale di volo (Abilitazione IR);
• l’abilitazione per gli aerei dotati di più motori.
È molto importante che un aspirante pilota continui a migliorarsi e formarsi per avere maggiori possibilità di impiego. Come accade in qualsiasi altro settore, anche in questo – ovviamente – un curriculum ricco e un profilo altamente qualificato sono in grado di garantire sempre maggiori possibilità di successo.

REQUISITI E COMPETENZE. Per poter lavorare come pilota è necessario possedere una serie di requisiti e competenze fondamentali per il ruolo. Prima di tutto, a livello di competenze professionali, un aspirante pilota deve studiare per perfezionare e acquisire tutte quelle conoscenze basilari per l’accesso ai corsi di rilascio dei brevetti. Una buona conoscenza dell’inglese (e/o di più lingue straniere), familiarità con i principi di matematica e fisica e una certa predisposizione all’apprendimento di materie tecnico – scientifiche. A queste qualità, poi, si aggiungono tutti quei requisiti personali come:
• idoneità psico – fisica;
• sangue freddo;
• capacità di leadership;
• abilità nel gestire situazioni di pericolo e di prendere decisioni sotto stress;
• flessibilità e disponibilità a lavorare su turni (compresi giorni festivi).
Un pilota sarà spesso chiamato a lavorare lontano da casa, affronterò viaggi di lunga tratta e sarà responsabile della sua vita e di quella dei suoi passeggeri. Non vi è preparazione teorica che tenga se non si è prima di tutto in grado di reggere queste responsabilità.

OPPORTUNITA’ DI LAVORO. Le compagnie che assumono piloti d’aereo sono diverse e, di fatto, sparse in tutto il mondo. Le opportunità di carriera, quindi, non mancano. Tanto per iniziare, dunque, una buona idea potrebbe essere quella di fare una lista di tutte le compagnie operanti nel settore (di linea e private), consultare i loro siti aziendali, prendere visione delle posizione aperte come pilota e inviare la propria candidatura. Ovviamente le compagnie hanno anche molte posizioni aperte per il lavoro assistenti di volo, hostess e steward (ben più abbordabile come occupazione). Un pilota può essere assunto come professionista junior o come senior. Da questo inquadramento, ovviamente, dipenderà anche la sua retribuzione mensile/annua. Il reddito di un pilota, inoltre, varierà anche in proporzione alle ore passate in volo (che altro non sono che le ore di lavoro), alle reperibilità, ai giorni festivi passati in servizio e agli anni di esperienza. In linea generale, comunque, lo stipendio di un pilota professionista si aggira intorno ai 20 mila euro annui per i profili junior (cioè alle prime esperienze) fino ad arrivare a 250/300 mila euro all’anno per i quanto riguarda i profili più esperti.
Solitamente ai piloti alle prime armi viene proposto un contratto (a tempo determinato) dalla durata di un anno, una sorta di periodo di prova dopo il quale la compagnia decide se tenere o meno il lavoratore al proprio servizio. Ad influenzare la decisione finale, ovvero la conferma o meno della posizione, possono entrare in gioco diversi fattori come le performance stesse del pilota o eventuali crisi aziendali. Si sente spesso, infatti, di compagnie costrette a dichiarare fallimento, che per far fronte alla crisi effettuano tagli sul personale, rivedono i contratti dei propri dipendenti e non rinnovano quelli dei nuovi assunti.
Supponiamo però che il neo pilota, dopo il periodo di prova, venga assunto da una compagnia aerea che non abbia problemi economici o finanziari. Il rinnovo del contratto, nella maggior parte dei casi, comporta anche un avanzamento di ruolo (e quindi un aumento dello stipendio). Adesso il pilota ha maggiore esperienza e, quindi, può pretendere un trattamento retributivo diverso e commisurato alle sue capacità. Lo stipendio iniziale di 2 mila euro mensili, quindi, aumenterà gradualmente, salendo a 4 mila dopo il periodo di addestramento. Col passare degli anni, inoltre, il pilota può essere promosso a Comandante. A questo punto il suo stipendio, come il suo inquadramento, aumenterà di livello. Un pilota comandante, in linea di massima, arriva a guadagnare fino a 8 mila euro al mese.