Liam Gallagher – Knebworth 22

Il ritorno di Liam a Knebworth 26 anni dopo lo storico live degli Oasis è stato raccontato in questo documentario, in uscita sul piccolo schermo (Paramount+), il 7 dicembre 2022.

Un regalo di Natale in anticipo per gli amanti di una delle voci più belle del Britpop, e non solo.

Si chiama semplicemente "Knebworth 22" , uscito nelle sale britanniche lo scorso novembre, racconto del trionfale concerto di Liam Gallagher in uno dei luoghi sacri del rock britannico.

La scorsa estate l'ex frontman degli Oasis è tornato, a distanza di 26 anni, proprio a Knebworth, lì dove la sua band realizzò uno degli eventi dal vivo più importanti nella storia moderna del Regno Unito, radunando 250.000 fan. Senza più la band che lo ha consacrato ad icona del rock, il cantante di Manchester ha portato sul palco i successi di una vita, oltre alle canzoni dell'ultimo album solista "C'Mon You Know".

Un documentario dedicato alla sua carriera solista, al centro del quale non poteva che esserci, per forza di cose, quello che resterà come uno dei momenti più importanti della sua vita post Oasis e una vera e propria prova di forza nei confronti del fratello maggiore Noel: il live della scorsa estate a Knebworth, quando Liam è tornato sul luogo del delitto, esibendosi per due serate davanti a 170.000 spettatori.

Knebworth 22 comprende interviste completamente nuove, più dietro le quinte e filmati del concerto catturati da 20 angolazioni. Il film va anche un po' oltre, condividendo storie e punti di vista di collaboratori e fan di generazioni diverse da tutto il mondo, confrontando il contesto emotivo e sociale degli spettacoli degli Oasis negli anni '90, con il tumulto della nostra era attuale.

In altre parole: da non perdere!

Botticelli e Firenze. La nascita della bellezza

L'arte approda al cinema il 28, 29 e 30 novembre 2022, con il documentario Botticelli e Firenze. La nascita della bellezza che racconta la vita e le opere dell'artista vissuto nell'epoca d'oro di Lorenzo il Magnifico raccontate nel docufilm diretto da Marco Pianigiani.

E' noto come pittori, stilisti, fotografi contemporanei siano rimasti abbagliati dal fascino eterno di Botticelli e delle sue opere, continuamente rilette e re-inventate fino a entrare a pieno titolo nel nostro immaginario collettivo, lo stesso che porta ogni anno migliaia di visitatori di fronte ai suoi capolavori.

Sono proprio la sua storia, la sua arte e la sua riscoperta contemporanea ad essere le protagoniste di questo docufilm, con la voce narrante di Jasmine Trinca, prodotto da Sky, Ballandi e Nexo Digital con il patrocinio del Comune di Firenze, ideato e scritto da Francesca Priori e diretto appunto da Marco Pianigiani.

Rievocazioni oniriche, immagini suggestive della città e riprese di opere straordinarie si alternano alle voci dei massimi esperti, studiosi, storici dell’arte internazionali che narrano splendore e contraddizioni della Firenze di Lorenzo de’ Medici, alla scoperta di uno degli artisti simbolo del Rinascimento italiano. A fine Quattrocento, Firenze è paragonabile alla New York degli anni Ottanta, fatta di espansione economica e culturale, con commerci e scambi da ogni dove. Il docufilm permetterà di ripercorrere quel periodo mitico attraverso lo sguardo di Botticelli, che rappresenta quegli anni nelle sue opere, esprimendo il carattere dei suoi concittadini nella passione per il lavoro, nell’estrema competitività e intraprendenza, nel saper tessere le giuste relazioni sociali e nel saper soddisfare sempre i desideri dei committenti pubblici e privati.

Bones and All

Presentato alla Mostra del Cinema di Venezia, vincendo il Leone D'Argento e conquistando il pubblico della Biennale, Bones and All arriverà finalmente nelle sale il 23 novembre prossimo.

Una storia fatta di amore e cannibalismo con Timothee Chalamet e Taylor Russell, raccontata da Luca Guadagnino che ha voluto raccontare il cannibalismo e come questo porti i protagonisti a vivere ai margini della società, a diventare degli outsider.

L'intero film, infatti, segue l'evoluzione della storia d'amore dei personaggi di Taylor Russell e Timothee Chalamet entrambi guidati da questa smodata passione per la carne umana. Entrambi sono costretti a muoversi ai margini diventando la miglior rappresentazione di quelle persone che, a causa di disturbi di qualsiasi tipo, vengono messe in un angolo o ignorate.

Il racconto è ambientato nel Midwest degli Anni Ottanta, nell'America di Ronald Reagan. Nel film Russell è Maren, giovane donna nata con un pericoloso istinto che suo padre cerca di tenere nascosto e sedato spostandosi di luogo in luogo. Quando però anche lui l'abbandona, come già aveva fatto molti anni prima la madre, Maren a soli 17 anni è costretta a cominciare una vita solitaria e vagabonda alla ricerca di una spiegazione su se stessa. Nel suo peregrinare la ragazza scopre di non essere la sola "mangiatrice di uomini" al mondo e che la sua complicata condizione è condivisa anche da altri.

Quella che investe i protagonisti è una vorticosa spirale autodistruttiva.

Quale potrà essere la soluzione dunque? Uccidersi, rinchiudersi oppure mangiare…

Potrà l’amore salvare entrambi?

Oppure non c’è posto per esseri come loro in questo nostro mondo?

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Tutto chiede salvezza

7 giorni, una settimana, per imparare a conoscere gli altri e, sopratutto se stessi: questo è alla base di Tutto Chiede Salvezza, miniserie in 7 episodi, liberamente tratta dall’omonimo romanzo autobiografico di Daniele Mencarelli, dal 14 ottobre su Netflix.

Ma di cosa parla esattamente Tutto chiede salvezza? E' la storia di Daniele, il protagonista, che una domenica si risveglia in un ospedale psichiatrico senza ricordare nulla di come sia finito lì. Il racconto parte da qui e dura sette giorni - uno per ogni giorno di trattamento, da domenica a sabato - durante i quali Daniele scaverà a fondo nella sua personalità, anche grazie agli altri pazienti che condividono con lui la stessa stanza. Per la prima volta una produzione italiana riesce a trattare tematiche importanti come la salute mentale con garbo e sincerità, senza pietismo.

Tutto Chiede Salvezza mostra le fragilità della mente umana, il non sentirsi adeguati nel soddisfare le aspettative dettate dal mondo in cui viviamo.

E proprio sul confronto con gli altri pazienti si fonda il perno principale della serie: perché è entrando in contatto con le fragilità degli altri che Daniele si accorge di quanto la malattia mentale sia considerata solo un'anomalia nel sistema, ma di come in realtà porti chi la prova a vivere in maniera molto più forte e vitale ogni emozione, rispetto agli altri.

Tutto Chiede Salvezza non si nasconde dietro pietismi, affronta la malattia e aiuta i pazienti a riconoscerla liberandosi del pregiudizio, senza aver paura di essere additati da una società fatta di apparenza. Ogni personaggio ci dimostra che dal dolore si può uscire, diventando migliori.

La stranezza

Cosa c'entrano Ficarra e Picone con Tony Servillo e Pirandello?

Per scoprirlo è necessario guardare l’ultimo film di Roberto Andò uscito al cinema il 27 ottobre. "La stranezza" è un accorato omaggio al teatro, con interpreti di spessore e bravura sorprendenti e una contagiosa passione per gli artisti, tutti, anche quelli improvvisati.

La trincea del rimorso, ovvero Cicciareddu e Pietruzzu. Ancora non lo sapete, ma (se state per vedere La Stranezza al cinema) diventerà a breve la vostra commedia teatrale preferita. A scriverla, dirigerla e interpretarla sono Nofrio e Bastiano, ovvero Ficarra e Picone in versione becchini del paese, appassionati di teatro e impegnatissimi nel mettere in piedi la loro compagnia teatrale amatoriale. Siamo ovviamente in Sicilia, a Girgenti, nel 1920. Mentre Nofrio e Bastiano alternano una prova a un funerale, entrambi organizzati da loro con estrema difficoltà, arriva un cliente importante, austero, benestante, con cui si verifica un problema relativo ai posti in cimitero. Scopriranno solo dopo che si tratta del famoso Luigi Pirandello, interpretato da Toni Servillo che diventa un autore silenzioso, schivo, tormentato dalla “stranezza” del titolo, una sorta di febbre visionaria e malinconica che lo costringe a fare i conti con i fantasmi della propria vita, personale e letteraria.

Un'operazione ambiziosa, quella di unire cinema e meta-teatro, che però riesce alla perfezione. Magia del teatro, e anche di Ficarra e Picone, che superano brillantemente la prova d'attore più temuta dai comici...

Halloween 2022…notte di paura in compagnia di una serie tv!

Perchè non decidere di trascorrere la notte di Halloween, tra il 31 ottobre e il 1° novembre, scegliendo una serie tv per una maratona da paura...

La festa più dark dell’anno rappresenta il momento più atteso da tutti coloro che amano i racconti dell’orrore, tra storie di fantasmi, vampiri e mostri pronti a farci vivere momenti da incubo. Halloween promette ogni volta anche nuove storie terrificanti da scoprire, con il cuore in gola e – per tutti quelli che amano le immagini in movimento – sequenze costruite apposta per terrorizzarci.

Chi ama tutto questo potrà spaventarsi a più non posso la notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre grazie ad alcune serie tv nuove di zecca che in questo mese di ottobre hanno fatto il loro ingresso sulle principali piattaforme digitali.

From – Paramount+ (dal 5 ottobre)

Questa serie con protagonista Harold Perrineau (già visto in Lost) è ambientata in una cittadina da incubo (situata nel centro degli Stati Uniti) funestata da fenomeni inquietanti e inspiegabili. Chi ci entra è spacciato: nessuno sembra in grado di uscire e ne resta intrappolato. Il peggio? Arriva sempre di notte. Un consiglio? Chiudetevi in casa e oscurate le finestre: c'è qualcuno che ha voglia di farvi visita.

The Midnight Club – Netflix (dal 7 ottobre)

Mike Flanagan (già produttore della serie horror The Haunting of Hill House e di Midnight Mass) ha portato sul piccolo schermo l’omonimo romanzo horror per ragazzi scritto nel 1994 da Christopher Pike e altre opere dell’autore. La trama è agghiacciante: in una struttura per giovani malati terminali, otto pazienti che si riuniscono ogni notte a mezzanotte per raccontarsi storie stringono un patto: il prossimo di loro a morire darà al gruppo un segno dall’aldilà.

The wacther – Netflix (dal 13 ottobre)

Al momento è la serie più vista sulla celebre piattaforma. Questa serie horror è particolarmente spaventosa perché si basa su una terrificante storia vera comparsa su un articolo del 2018 pubblicato sul New York Magazine, ovvero la famigerata casa dell'"Osservatore" al 657 Boulevard, Westfield, nel New Jersey. Quando i Brannock – la coppia formata da Bobby Cannavale e Naomi Watts – decidono di trasferirsi con i figli in quella che doveva essere la casa dei sogni in una zona residenziale, non immaginano che la loro vita si trasformerà presto in un inferno. Le lettere minacciose di qualcuno che si fa chiamare "L’Osservatore" saranno solo l’inizio: i sinistri segreti del quartiere inizieranno a venire a galla.

La stanza delle meraviglie – Netflix (dal 25 ottobre)

Il regista horror Guillermo del Toro ha scritto, prodotto e condotto questa serie prettamente halloweeniana. Si tratta infatti di un’antologia di racconti inquietanti raccontati da alcuni dei più celebri ideatori di storie horror. Una collezione di storie inedite che definiscono un intero genere sfidando l’idea tradizionale di horror. In tutto i racconti, sofisticati e sinistri, saranno otto e spazieranno tra macabro, magico, gotico e grottesco. Una garanzia assoluta per quelli che amano spaventarsi: qui l'orrore è davvero una meraviglia.

The devil’s hour – Prime Video (dal 28 ottobre)

Questa serie è un thriller filosofico in sei episodi che segue le vicende di Lucy Chambers (Jessica Raine), una donna alle prese con visioni terrificanti che la portano ogni notte a svegliarsi alle 3:33, l’ora del diavolo. Il figlio di otto anni è chiuso in sé stesso e non mostra emozioni. Sua madre parla a sedie vuote. La sua casa è infestata da reminiscenze di una vita che non è la sua. Ora che il suo nome viene inspiegabilmente connesso a una serie di brutali omicidi avvenuti nella sua zona, la risposta che aveva evitato per tutti questi anni diventa centrale.

Il Colibrì

Dal 14 ottobre nelle sale, dopo aver inaugurato la Festa del cinema di Roma, tratto dal romanzo bestseller di Sandro Veronesi (premio Strega 2020), Il Colibrì è un melodramma corale (e all star) diretto da Francesca Archibugi.

Una storia di lutti e destini incrociati. Salti temporali e sofferenze. Rare gioie e, infine, eutanasia. Eppure, un’opera “narrata” senza la pesantezza dei temi al centro del quadro. È il racconto della vita di Marco Carrera (Pierfrancesco Favino), “il colibrì”, una vita di coincidenze fatali, perdite e amori assoluti. La storia procede secondo la forza dei ricordi che permettono di saltare da un periodo a un altro, da un’epoca a un’altra, in un tempo liquido che va dai primi anni ‘70 fino a un futuro prossimo. Tra flashback e flashforward, rivediamo tutta la vita di Marco fino al 2030, l’epoca in cui si svolge il finale sulle note di Caro amore lontanissimo, brano inedito di Sergio Endrigo e Riccardo Sinigallia, interpretato da Marco Mengoni.

Il Colibrì è la storia della forza ancestrale della vita, della strenua lotta che facciamo tutti noi per resistere a ciò che talvolta sembra insostenibile. Anche con le potenti armi dell’illusione, della felicità e dell’allegria.

Mahmood si fa documentario e arriva al cinema

La voce, la musica, le emozioni e la creatività di Mahmood superano il format della canzone, del videoclip e del live per farsi film con un documentario.

Il film, girato durante il tour europeo del cantautore e arricchito di materiali inediti e testimonianze (tra gli altri di Blanco, Carmen Consoli, Dardust), verrà mostrato in anteprima ad Alice nella città all'interno della Festa del Cinema di Roma il prossimo 14 ottobre 2022 per poi approdare al cinema dal 17 al 19 ottobre e infine uscire in streaming su Prime Video.

Mahmood, il film documentario portato in sala da Nexo, è il racconto della vita di Mahmood tra Milano e l’Egitto, i suoi affetti più cari, la musica, le vittoria a Sanremo, l’Eurovision, il tour europeo, i backstage dei suoi lavori. Diretto da Giorgio Testi, il film documentario Mahmood racconta, attraverso la voce di Alessandro Mahmoud e le testimonianze di artisti ce hanno collaborato con lui in questi anni, il percorso che, da ragazzino nato e cresciuto nella periferia milanese, l’ha portato al successo facendolo diventare il fenomeno musicale Mahmood.

Un film documentario che si spinge oltre la pura e semplice celebrazione musicale per costruire una narrazione intima, fatta di momenti solitari, di bagni di folla durante le performance live e delle relazioni con le persone che hanno lasciato un segno nella sua vita personale: la famiglia, da sempre presente e suo punto di riferimento, gli amici, i collaboratori. Un viaggio interiore che ha la musica come colonna portante e dove l'amore e l'assenza trovano il loro modo di coesistere. Grazie alla sua musica viene esplorato il mondo di Alessandro. Ma anche la sua ricerca di qualcosa. Una ricerca che l’ha portato ad avere più di quanto potesse sognare e che accompagna il suo sguardo sempre lontano. Come se ogni volta dovesse tornare a casa da un viaggio o partire per una nuova meta.

Quasi orfano

In uscita al cinema il 6 ottobre 2022, Quasi orfano è il nuovo film di Umberto Carteni con protagonisti Riccardo Scamarcio e Vittoria Puccini: una commedia romantica tra Milano e la Puglia sull’importanza dell’abbracciare la propria identità.

E' la storia di un uomo, Valentino, che raggiunto il successo come designer, ha dimenticato la sua famiglia, tanto da raccontare a tutti di essere orfano. È lo spunto per una commedia che mescola satira sociale e di costume alla commedia più classica sugli stereotipi di nord e sud e alla commedia sentimentale.

In tutta la prima parte del film c'è una satira pungente e molto divertente di certi ambienti altolocati. In questo caso è il mondo di un certo tipo di design, ma potrebbe essere anche il mondo della moda, o, volendo, anche di un certo tipo di cucina. Si parla, insomma, di tutti quegli ambienti che sembrano essere autoreferenziali, che sanno parlare solo a chi è al proprio interno, a chi parla quella stessa lingua. Poi, nella seconda parte, il film prende territori più scontati. Nel contrasto tra nord e sud, come nell'incidente con la perdita della memoria. Il racconto dei buoni sentimenti e una comicità più immediata, forse più scontata, prendono il sopravvento. Eppure vedere Scamarcio recitare in barese stretto è spassoso.

Il filo conduttore di tutto il film è ritrovare se stessi, in un mondo sempre più complesso, riscoprendo la propria identità.

Mare fuori…il segreto della serie perfetta

Dopo essere andato in onda su Rai 2, lo show di produzione italiana è arrivato su Netflix, dove dall'estate continua a rimanere nella classifica dei più visti sulla piattaforma.

Dal 10 giugno le due stagioni da dodici episodi l’una, si sono trasferite da Rai Play a Netflix.

Molti hanno accostato MARE FUORI a GOMORRA, ma in realtà percorre strade molto diverse. Da tempo non si vedeva una storia ambientata in un carcere minorile del sud Italia, in uno di quegli istituti che lavorano tanto sulla rieducazione, ma sono comunque un covo di violenza, rivalità e angherie fra detenuti minorenni. Un disagio sociale che non sembra per nulla mutato rispetto a 30 anni fa, ai tempi dei famosi film di Marco Risi “Mery per sempre” e “Ragazzi fuori”. Qui c’è l’Istituto di Pena Minorile sull’isola di Nisida a Napoli, situato a picco sul mare. Quel mare che dà il titolo alla serie e rappresenta quella speranza di riscatto che tutti cercano.

Con brevi flashback, ogni episodio racconta il motivo dell’arresto dei vari ragazzi, ma soprattutto, guardare entrambe le stagioni permette di viverne l’evoluzione. Con molte story telling e un crescendo di colpi di scena che tengono alta l’attenzione per un’ora a episodio, MARE FUORI indaga l’adolescenza come nessun’altro prodotto televisivo ha fatto, mostrandoci le paure, le fragilità e l’umanità che si nasconde dietro alla rabbia di ragazzi cresciuti troppo in fretta. Il risultato è un racconto corale, che emoziona e commuove grazie a un cast di attori bravissimi, seppure sconosciuti al grande pubblico (salvo qualche eccezione).

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