7 giorni, una settimana, per imparare a conoscere gli altri e, sopratutto se stessi: questo è alla base di Tutto Chiede Salvezza, miniserie in 7 episodi, liberamente tratta dall’omonimo romanzo autobiografico di Daniele Mencarelli, dal 14 ottobre su Netflix.

Ma di cosa parla esattamente Tutto chiede salvezza? E’ la storia di Daniele, il protagonista, che una domenica si risveglia in un ospedale psichiatrico senza ricordare nulla di come sia finito lì. Il racconto parte da qui e dura sette giorni – uno per ogni giorno di trattamento, da domenica a sabato – durante i quali Daniele scaverà a fondo nella sua personalità, anche grazie agli altri pazienti che condividono con lui la stessa stanza. Per la prima volta una produzione italiana riesce a trattare tematiche importanti come la salute mentale con garbo e sincerità, senza pietismo.

Tutto Chiede Salvezza mostra le fragilità della mente umana, il non sentirsi adeguati nel soddisfare le aspettative dettate dal mondo in cui viviamo.

E proprio sul confronto con gli altri pazienti si fonda il perno principale della serie: perché è entrando in contatto con le fragilità degli altri che Daniele si accorge di quanto la malattia mentale sia considerata solo un’anomalia nel sistema, ma di come in realtà porti chi la prova a vivere in maniera molto più forte e vitale ogni emozione, rispetto agli altri.

Tutto Chiede Salvezza non si nasconde dietro pietismi, affronta la malattia e aiuta i pazienti a riconoscerla liberandosi del pregiudizio, senza aver paura di essere additati da una società fatta di apparenza. Ogni personaggio ci dimostra che dal dolore si può uscire, diventando migliori.

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