Assistente di volo

Come diventare assistente di volo: hostess e steward?

La professione dell’Assistente di volo affascina soprattutto chi ama viaggiare. Gli assistenti di volo - che sono spesso chiamati hostess e steward - girano il mondo (almeno nell'immaginario collettivo, mentre in realtà questo accade se si fanno voli a lungo raggio), ma il loro è un lavoro che richiede sacrifici e un forte spirito di adattamento. Prestano servizio nei giorni festivi e al di fuori dei normali orari di lavoro. Sono spesso lontano dai propri affetti e dai propri interessi - anche se possono beneficiare di tre/quattro giorni liberi di seguito, per riprendere le fila della propria vita - , trascorrono lunghi periodi di tempo in un ambiente chiuso, sotto pressione e, qualsiasi cosa accada, sono tenuti a mantenere un grande autocontrollo. Chiaramente, il lavoro dell'hostess o dello steward non è solo sacrificio, ma anche divertimento.

Cosa significa lavorare come hostess e steward?

Significa fare parte del personale addetto ai servizi complementari di bordo, la cosidetta cabin crew - o, meglio ancora, equipaggio di cabina, che differisce dalla condotta, cioè i piloti. Su ogni aeroplano, con ruoli diversi, di solito gli assistenti di volo ricoprono cariche e ruoli differenti:

  • l’assistente capo cabina, detto anche purser, che coordina l’equipaggio e accoglie i passeggeri (questo ultimo compito è assolto assieme a tutto il resto dell'equipaggio)
  • l’assistente di volo e i responsabili di zona, che indicano ai passeggeri i posti da occupare, seguono le operazioni di alloggiamento e scaricamento dei bagagli, aprono e chiudono le porte (che poi vengono armate, cioè preparate per l'evacuazione con scivolo). Durante il viaggio, si occupano dei servizi di bordo quali offerta dei pasti e bevande e vendita di articoli duty free.

Quali sono i compiti dell'assistente di volo?

L’assistente di volo - chiamato anche personale navigante di cabina -  deve controllare e gestire la corretta applicazione delle norme di sicurezza dei passeggeri a bordo degli aerei, a partire dalla verifica delle dotazioni dell’aeromobile prima e dopo ogni volo, per evitare che il velivolo e i suoi occupanti possano essere messi in pericolo.

In caso di emergenza, il personale di cabina è in grado di assistere e fornire primo soccorso medico ai passeggeri e all’equipaggio, di estinguere incendi, di garantire lo svolgimento delle azioni e delle operazioni per una rapida e sicura evacuazione del velivolo. Si tratta di professionisti che godono di un perfetto stato psico-fisico, con un buon equilibrio emotivo e un forte senso pratico e, nei momenti di difficoltà, sono in grado di imporsi riuscendo a essere persuasivi.

Prima della salita in quota dell’aereo, gli assistenti di volo hanno il compito di effettuare una dimostrazione di sicurezza (chiamata in gergo Demoe l’equipaggiamento da utilizzare in caso di situazioni di emergenza e istruiscono i viaggiatori su come comportarsi in tali situazioni. E, ancora, per garantire la sicurezza a bordo indicano le restrizioni in vigore (per i fumatori o per l’utilizzo di apparecchiature elettroniche portatili), le uscite di emergenza e le modalità di utilizzo delle cinture di sicurezza, del giubbotto salvagente e delle maschere di ossigeno.

Durante il volo, hostess e steward si relazionano costantemente con i passeggeri, li mettono a proprio agio, li tranquillizzano, ne interpretano i bisogni e le necessità, assicurando un buon servizio e un alto grado di comfort. L’assistente di volo, quindi, ha una marcata predisposizione ai rapporti interpersonali, un forte spirito collaborativo e una spiccata capacità di adattamento: del resto, oltre ai passeggeri sempre diversi, anche gli altri membri dell’equipaggio e i colleghi cambiano a ogni viaggio.

L’assistente di volo veste l'uniforme e rappresenta la compagnia aerea per cui lavora. Pertanto, mantiene compostezza, presta attenzione al dettaglio, porta a termine scrupolosamente i suoi compiti. Svolge l’attività come dipendente di aziende di trasporto aereo italiane o straniere su voli a medio e lungo raggio, molto spesso con contratti part time o a tempo determinato, attivati per far fronte alle emergenze stagionali.

FIERA DEL PARMIGIANO DI MONTAGNA

35° EDIZIONE a Pellegrino P.se - dal 15 al 17 luglio 2022

Dopo due anni di stop, ritorna la Fiera del Parmigiano Reggiano di Montagna a Pellegrino Parmense.
Siamo giunti alla 35° edizione e quest'anno si svolgerà il 15-16-17 Luglio 2022.
Programma ricco di eventi: vi aspetta buon cibo, buona musica, intrattenimento, visite guidate alle bellezze del nostro territorio, stand gastronomici e tanto altro!

Corpo Europeo di Solidarietà – ESC

Hai tra i 18 e i 30 anni e cerchi un'opportunità per aiutare la comunità in generale, in Europa e nel resto del mondo?
Potresti farlo grazie ai finanziamenti e al sostegno del Corpo europeo di solidarietà, che aiuta i giovani a partecipare a progetti che vanno a beneficio delle comunità, sia all'estero che nel proprio paese. 
Questi progetti ti offrono un'esperienza stimolante e che ti farà crescere, nonché l'opportunità di apportare cambiamenti, sviluppando nel contempo le tue abilità e competenze. 
 
Cos'è il Corpo Europeo di Solidarietà?
Il Corpo Europeo di Solidarietà (European Solidarity Corps - ESC) è il programma dell'Unione europea che offre ai giovani opportunità di volontariato, nel proprio paese o all'estero, nell'ambito di progetti destinati ad aiutare comunità o popolazioni in Europa.
Tutti i giovani che entrano a far parte del Corpo Europeo di Solidarietà ne accettano e condividono la missione e i principi. Il Programma rafforza la partecipazione dei giovani e delle organizzazioni ad attività di solidarietà, al fine di contribuire ad accrescere la coesione e la democrazia in Europa, con un particolare impegno a favore della promozione dell’inclusione sociale. Il Corpo europeo di solidarietà è stato istituito nel 2018 ed è gestito in Italia dall’Agenzia Nazionale per i Giovani.
 
Chi può partecipare
E' possibile aderire al Corpo Europeo di Solidarietà a partire dai 17 anni, ma è necessario averne almeno 18 per poter iniziare un progetto. I progetti saranno aperti a persone fino a 30 anni.

Come partecipare
Dopo aver completato una semplice procedura di registrazione, all'interno del Portale Europeo dei Giovani, i partecipanti al Corpo Europeo di Solidarietà potranno essere selezionati e invitati a unirsi a un'ampia gamma di progetti.
 
Quali sono le attività possibili con il Corpo Europeo di Solidarietà

 
Attività di volontariato 
La maggior parte delle opportunità offerte dal Corpo Europeo di Solidarietà sono attività di volontariato transfrontaliero.  Questi progetti rappresentano un'ottima opportunità per aiutare ove necessario, imparare nuove competenze, trascorrere un periodo all'estero, magari imparare una lingua - e tornare a casa con ricordi indimenticabili. Con l'ampia gamma di settori contemplati dai progetti (ambiente, salute, inclusione, tecnologie digitali, cultura, sport), i giovani troveranno sicuramente qualcosa che corrisponde ai loro interesse e alla loro formazione. E' possibile  scegliere fra volontariato individuale e di gruppo.
 
Progetti di solidarietà
Si tratta di progetti che devono essere sviluppati e realizzati da gruppi di almeno 5 giovani partecipanti al Corpo Europeo di Solidarietà, al fine di affrontare le principali problematiche e sfide della loro comunità locale. I progetti devono svolgersi nel Paese di residenza dei partecipanti al progetto.
 
Come funziona il Corpo Europeo di Solidarietà
Dopo essersi registrati nel portale del Corpo Europeo di Solidarietà i giovani avranno accesso a una dashboard personale, dove troveranno pubblicate le opportunità per fare volontariato, lavorare, seguire una formazione e svolgere altre attività. Inoltre, se si è taggati come disponibili, i ragazzi e le ragazze potranno essere contattati/e dalle organizzazioni hanno dei progetti attivi. In funzione del tipo di progetto e delle capacità ed esperienza, il Corpo Europeo di Solidarietà potrebbe proporre ai futuri volontari e volontarie attività di formazione prima di iniziare il progetto. Tutte le organizzazioni che propongono progetti sono sottoposte a controlli prima di essere autorizzate a realizzare progetti per conto del Corpo Europeo di Solidarietà e di poter cercare e ingaggiare i partecipanti.


 In quali ambiti è possibile svolgere il servizio
I progetti saranno connessi ai seguenti temi: istruzione e formazione, cittadinanza e partecipazione democratica, ambiente e protezione della natura, migrazione, cultura e molti altri ancora. 
 
Durata dei progetti
I progetti sostenuti dal Corpo Europeo di Solidarietà possono durare fino a dodici mesi a seconda della tipoligia. 
 
Contatti
Per chiedere informazioni: http://europa.eu/youth/ask-a-question_it Il servizio di informazione, su mandato della Commissione Europea, è a cura della rete europea Eurodesk tramite il Portale Europeo per i Giovani.

Europeers: siamo tutti europei

Hai già partecipato a un programma europeo fuori dall’Italia? Ti piacerebbe raccontare la tua esperienza ad altri giovani che sognano di farlo, promuovendo da protagonista la mobilità delle nuove generazioni? Entra nella rete degli Europeers.

EuroPeers è la rete italiana delle ambasciatrici e degli ambasciatori della mobilità Europea creata dall’Agenzia Nazionale per i Giovani (ANG).
La missione è quella di coinvolgere il maggior numero di ragazze e ragazzi che hanno partecipato a progetti europei con scambi giovanili, volontariato, programmi di lavoro o di dialogo con le istituzioni, fino alle iniziative per i giovani, come Erasmus+ ed ESC. Perché? Perché, una volta tornati in Italia, si arriva arricchiti di esperienze e conoscenze importanti, che sono altrettanto importanti da condividere.
Vivere, lavorare, studiare e collaborare in Europa infatti crea, soprattutto per i giovani, molte opportunità sotto tanti aspetti della vita, dalla sfera personale delle relazioni e delle amicizie, a quella delle competenze tecniche, linguistiche e civili. Per continuare a promuovere sempre meglio la bellezza dell’integrazione e della cittadinanza europea, l’ANG dà ai giovani un ruolo importante.
Entrando negli Europeers si possono raccontare le opportunità e le esperienze vissute ad altri giovani a cui piacerebbe partecipare a iniziative e programmi UE. (I programmi di scambio ti garantiscono di poter partire in sicurezza e di poter contare su una rete di supporto indispensabile durante le tue esperienze).

Dialogo tra pari
Se hai tra i 16 e i 30 anni e risiedi in Italia, potrai diventare protagonista della rete di Europeers.
Con Europeers potrai:
- Fare parte di una community italiana ed europea;
- Partecipare alle iniziative formative/informative dell’ANG;
- Parlare nelle radio locali Inradio per dare notizie e informazioni, e fare parte della digital radio istituzionale di ANG nel format dedicato agli Europeers;
- Partecipare a conferenze stampa o eventi di grande visibilità;
- Aggiornarti in linea diretta sui programmi dell’UE;
- Avere uno spazio web dedicato sul sito dell’Agenzia Nazionale per i Giovani;
- Partecipare a eventi di incontro e condivisione in tutta l’Unione Europea;
- Recitare in un video/spot sulla mobilità europea;
- Dialogare direttamente con istituzioni nazionali ed europee e contribuire a creare e programmare le nuove politiche giovanili in Italia.

Sito ufficiale: https://agenziagiovani.it/europeers/

Come trovare opportunità di tirocinio o stage

Per favorire l’incontro tra giovani e mondo del lavoro e consentire loro di acquisire un’esperienza diretta sul campo che integri il percorso di istruzione e formazione è possibile svolgere tirocini formativi e di orientamento e stage.
Il tirocinio o stage è un periodo di formazione on the job presso un'azienda o un ente. Non si tratta di un rapporto di lavoro, ma di una misura finalizzata a favorire l’orientamento al lavoro, l’arricchimento delle conoscenze, l’acquisizione di competenze professionali e l’inserimento o il reinserimento lavorativo.
Sono molti i canali attraverso i quali si possono trovare interessanti opportunità di stage, utili per completare il proprio curriculum formativo e per mettersi alla prova, a contatto con il mondo del lavoro.
 
Tipologia

Esistono diverse tipologie di tirocinio/stage a seconda delle finalità, delle categorie di soggetti interessati, degli enti proponenti.
 
Tirocinio curriculare previsto nei piani di studio degli istituti scolastici e delle università a favore dei propri studenti e allievi frequentanti, per realizzare momenti di alternanza tra studio e lavoro. I destinatari sono gli studenti che frequentano la scuola secondaria, gli studenti universitari, gli studenti che frequentano corsi di diploma universitario, dottorati di ricerca o corsi di perfezionamento e specializzazione post-secondari.
 
Tirocini formativi e di orientamento finalizzati ad agevolare le scelte professionali e l’occupabilità dei giovani nella transizione scuola lavoro mediante una formazione a contatto diretto con il mondo del lavoro.
I destinatari sono neodiplomati e neolaureati di I e di II livello. 
 
Tirocinio di inserimento/reinserimento nel mercato del lavoro finalizzato a percorsi di recupero occupazionale. In questo caso i destinatari sono inoccupati o disoccupati, inclusi lavoratori in mobilità, e lavoratori in cassa integrazione sulla base di specifici accordi.
 
Modalità di attivazione e svolgimento
Per attivare un tirocinio occorre una convenzione tra un soggetto promotore (università, scuola superiore, agenzia per l’impiego, centro di formazione ecc.) e un soggetto ospitante (azienda, studio professionale, cooperativa, ente pubblico ecc.), corredata da un piano formativo. Il promotore del tirocinio e il soggetto ospitante nominano un tutor ciascuno, che aiuterà il tirocinante nella stesura del piano formativo, nel suo inserimento nel nuovo contesto, nella definizione delle condizioni organizzative e didattiche, nel monitoraggio del percorso formativo e nell’attestazione dell’attività svolta.

Enti promotori
Tra i compiti principali affidati all’ente promotore c’è quello di individuare, insieme al tirocinante, l’azienda presso la quale svolgere il tirocinio. Quindi il primo riferimento importante per trovare un tirocinio formativo sono proprio gli enti promotori che stipulano convenzioni con imprese, associazioni di rappresentanza o altri enti disponibili ad accogliere i giovani interessati a questa esperienza.
In generale sono enti promotori, operanti a livello nazionale o locale:
 

  1. Ufficio stage dell’università. Il primo riferimento per trovare un tirocinio formativo sono gli uffici stage di università che stipulano convenzioni con imprese, associazioni di rappresentanza o altri enti disponibili ad accogliere i giovani interessati a questa esperienza. Sono enti promotori di tirocini anche gli uffici scolastici regionali/provinciali, istituzioni scolastiche statali e non statali che rilascino titoli di studio con valore legale e centri pubblici o a partecipazione pubblica di formazione professionale e/o orientamento ecc.
     
  2. Centri per l’impiego: sono uffici della pubblica amministrazione cui è demandata la funzione di gestire il mercato del lavoro a livello locale. Si tratta, quindi, di strutture pubbliche che puntano a far incontrare chi cerca lavoro con chi lo offre. Tra i servizi offerti dai CPI c’è anche la gestione di domande e offerte di tirocini formativi e di inserimento.
     
  3. Clic lavoro: è il portale del ministero del Lavoro che punta a far incontrare domanda e offerta di lavoro. Tra le proposte presenti ci sono annunci di occupazione, ma anche opportunità di stage e tirocini.
     
  4. Sportello Stage: è un servizio pubblico gratuito dell’Associazione per la Cultura e il Tempo Libero (ACTL), dal 1999 offre la possibilità a giovani tra i 18 e i 32 anni di effettuare stage presso aziende italiane ed estere: di volta in volta, gli interessati possono proporre la propria candidatura compilando l’applicazione sul sito. Sportello Stage effettua le selezioni dei tirocinanti sulla base delle offerte delle aziende, inserite nella banca dati online. In più, organizza incontri gratuiti di orientamento professionale rivolti a diplomati e laureati nelle proprie sedi in varie città.
  5. Repubblica degli Stagisti: è una testata giornalistica nata con l’obiettivo di dar voce agli stagisti. In pratica, una vera e propria piazza virtuale che si rivolge a neodiplomati e neolaureati e dedicata al mondo degli stage, dalle opportunità alla normativa vigente. 
  6.  Garanzia Giovani: è il Piano europeo per la lotta alla disoccupazione giovanile. I ragazzi tra i 15 e i 24 anni, residenti in Italia, non impegnati in un’attività lavorativa né inseriti in un corso scolastico o formativo possono partecipare al programma per trovare un’offerta formativa o di lavoro, inclusi tirocini.
  7.  Your first Eures job: è un progetto finanziato dal Programma europeo per l’occupazione e l’innovazione sociale (EaSI) che aiuta i giovani che desiderano svolgere un’esperienza lavorativa (lavoro o tirocinio) all’estero. Allo stesso tempo assiste i datori di lavoro che ricercano figure professionali con diverso profilo nel mercato europeo. Al programma possono partecipare tutti i giovani dai 18 ai 35 anni, cittadini e residenti in uno dei 28 Stati dell’UE, in Islanda o in Norvegia, a prescindere dalla qualifica professionale, dalle esperienze pregresse in ambito lavorativo e dal contesto economico o sociale, e le aziende legalmente costituite nei 28 Stati dell’UE, in Islanda o in Norvegia.

Cercare lavoro all’estero

Lavorare all'estero è una grande sfida…che offre grandi opportunità.
In molti, giovani soprattutto, prendono in considerazione questa eventualità, sia per esperienze professionali a breve termine che con l’intenzione di un vero e proprio cambio di vita.
Per trovare lavoro all’estero però è bene tenere in considerazione alcuni fattori che differenziano il mercato del lavoro italiano da quello di altri paesi, ed è necessario sapere come muoversi in un contesto culturale diverso. La tua esperienza di lavoro all’estero inizia anche con un’adeguata preparazione e con gli strumenti quali curriculum e lettera di presentazione. Sei pronto?
 
Prima di cercare lavoro all'estero è necessario sapere che le cosiddette hard skill, ovvero le competenze “forti” quali titolo di studio ed esperienze lavorative pregresse, spesso non sono sufficienti.
Fondamentale, naturalmente, è possedere in parallelo una conoscenza fluente della lingua del Paese in cui ci si vuole trasferire e dell’inglese, da migliorare magari con corsi, letture, aggiornamenti e un training intensivo nei mesi che precedono la partenza. La lingua inglese è parlata in modo corrente in alcuni paesi, essendo adottata come lingua comune a livello internazionale. In questo caso potrebbe non essere indispensabile conoscere in modo approfondito la lingua locale (anche se certamente è un vantaggio).
 
Da dove iniziare?
 
Quali sono i primi passi da muovere per trovare lavoro oltre confine?
Naturalmente, per non lanciarti “alla cieca”, dovrai conoscere bene la tua futura destinazione professionale e munirti dei tuoi migliori alleati per risultare interessante alle aziende (ovvero CV e lettera di presentazione).
 

Ecco quali azioni ti consigliamo di intraprendere per trovare lavoro all’estero:
- studiare il mercato di riferimento per individuare in quali Paesi sia più appetibile e richiesto il proprio profilo. Se hai già una destinazione preferita, studia i trend di recruiting locali, cerca di capire quali informazioni vengono considerate come più rilevanti sul CV (skill, esperienze, formazione) e quali tipologie di colloquio sono più comuni.
- individuare le aziende in cerca di candidati e le opportunità di lavoro attive su siti aziendali, portali, siti di agenzie per il lavoro, sezioni dedicate sui siti degli atenei stranieri, senza trascurare la ricerca di lavoro tramite social e professional network. Non dimenticarti di curare la tua reputazione digitale.
- riprendere la rete di contatti personali, gli ex colleghi e i professionisti anche internazionali conosciuti nel corso di precedenti esperienze formative e professionali, perché possono costituire un importante bacino al quale attingere per conoscere offerte in linea con il proprio profilo.
- una volta individuate le offerte di lavoro attive e le aziende in cerca di candidati, occorre scrivere un Cv in inglese e una lettera di presentazione in inglese da allegare alle candidature. Ricordati di informarti sul format di curriculum più diffuso nel paese di destinazione.

Per cercare opportunità di lavoro all'estero ti consigliamo di consultare il portale Eures (https://ec.europa.eu/eures/public/index_it), il portale europeo della rete dei servizi per l'impiego. Lanciata nel 1994, EURES è una rete di cooperazione europea dei servizi per l’impiego, concepita per facilitare la libera circolazione dei lavoratori. La rete ha sempre lavorato duramente per permettere ai cittadini europei di godere delle stesse opportunità, nonostante le barriere linguistiche, le differenze culturali, le sfide burocratiche, le diverse leggi sul lavoro nonché il mancato riconoscimento dei certificati scolastici tra le varie regioni dell’Europa.

Oltre al lavoro potrebbe interessarti la ricerca di un'esperienza di stage all'estero: un ottimo modo per mettere alla prova le proprie competenze lavorative e linguistiche. Il vantaggio è anche un'apertura graduale verso le mille possibilità offerte dagli altri paesi, piuttosto che unicamente dall'Italia, nel settore che più ti appassiona.
Se stai cercando lavoro all’estero ed è la tua prima esperienza, potrebbe infatti essere utile valutare anche offerte di stage o di tirocinio all’estero post laurea o post diploma.

Nel portale stage4eu (http://stage4eu.it) puoi trovare informazioni, riferimenti e consigli utili per cercare, organizzare e affrontare uno stage in Europa presso istituzioni e soggetti pubblici nazionali ed internazionali, organizzazioni riconosciute a livello internazionale ed aziende multinazionali.

Social networking e ricerca attiva del lavoro

Cos'è il networking

Per molti uno strumento indispensabile in ambito professionale. Ma qual'è il suo significato? E come funziona?
Il termine networking può essere letto in 2 modi diversi, che però in sostanza rimandano allo stesso concetto.
Da un lato si può interpretare la parola come se fosse la somma dei termini inglesi net (rete) e working (lavorare), che tradotto letteralmente indicherebbe l’azione di lavorare all’interno di una rete. Dall’altro si potrebbe considerare come il presente progressivo del verbo colloquiale network, che in italiano significa formare relazioni.
Le relazioni sociali possono essere una fonte preziosa per trovare lavoro: un network fatto di contatti diversi e di differenti tipi di legami (amicali, professionali, occasionali).
“Fare networking” in ambito lavorativo vuol dire, infatti, creare una rete di conoscenze durature nel tempo, fondate sulla fiducia, con le quali è possibile scambiare idee e avviare, eventualmente, nuovi progetti.
I social network costituiscono una risorsa per accrescere la visibilità nel mercato del lavoro:
-agevolano le aziende nella ricerca dei profili professionali di interesse.
-aiutano l’utente a mantenersi in contatto ed accedere ad ulteriori opportunità di lavoro.
 
Un networking efficace, sia di persona che online attraverso i social network, sarà sempre un aspetto costante ed essenziale per il vostro avanzamento di carriera, da quando intraprendete i primi passi nel mercato del lavoro, fino alla pensione e oltre.

Social networking: consigli pratici
 
-Definire obiettivo professionale e ambito di interesse.
-Stilare una lista dei contatti utili, individuando tutti i possibili nominativi significativi (parenti; colleghi di lavoro attuali e passati; vicini di casa; ex compagni e docenti; …).
-Classificare i contatti in funzione del supporto che possono dare.
-Ampliare la rete.
-frequentare manifestazioni ed eventi tematici.
-iscriversi a siti specialistici o comunità virtuali.
-Scegliere con attenzione le #parole chiave collegate al proprio profilo, per incrementare la propria visibilità nel web.
-Partecipare alle discussioni di interesse per evidenziare le proprie competenze.
-Garantire la coerenza e l’aggiornamento dei propri profili sui diversi social network.
-Mostrarsi attivi, rispondendo alle mail ed ai messaggi ricevuti e verificando le richieste di connessione.
Inserire nel C.V. cartaceo il link al proprio profilo virtuale per rendere visibili le informazioni in esso contenute e le proprie reti professionali.

E quali gli errori da evitare?
 
-Trascurare i profili sui social network

-Pubblicare contenuti inappropriati: ciò che si pubblica sul web rimane online per molto tempo.
-Trascurare le impostazioni sulla privacy, anche per singolo post.
-Usare un linguaggio volgare: anche avendo l’impostazione privacy è possibile che un post venga letto da chi non vorremmo, rovinando la reputazione.
-Parlare male degli altri: le aziende cercano dipendenti professionali. Non parliamo male degli altri anche se non facciamo più parte di una determinata attività.

Canali e strumenti per la ricerca del lavoro

L’attività di ricerca del lavoro può richiedere l’investimento di una consistente quantità di tempo e, pertanto, risultare piuttosto impegnativa.

Ci sono diverse strade che si possono intraprendere, ma ciascuna ha delle peculiarità e delle particolarità che possono adattarsi a un certo profilo professionale o a una determinata tipologia di utenza:
- Agenzie di selezione del personale: sono agenzie private, finanziate da aziende che si avvalgono di questi servizi in fase di recruiting. Sfruttano una banca dati per selezionare il personale e sono solitamente orientate al reclutamento di profili molto specializzati.
- Agenzie per il lavoro: agenzie di collocamento al lavoro temporaneo, che fanno da tramite tra il lavoratore e l’azienda. Hanno una lista di aziende partner, presso le quali è possibile candidarsi. È consigliabile rivolgersi alle agenzie per il lavoro contattandole telefonicamente e prendendo un appuntamento per un colloquio di persona.
- Autocandidatura: un processo di candidatura che consiste nel proporsi spontaneamente alle aziende (attraverso l’invio del curriculum), sempre in relazione a uno specifico ramo di interesse, con l’obiettivo di ottenere un colloquio di lavoro. È molto utile stendere una lista delle aziende che maggiormente si avvicinano alle proprie aspirazioni lavorative, evitando così di inviare proposte in modo indiscriminato. 
- Centro per l’impiego: un ufficio della Pubblica Amministrazione che si occupa di gestire il mercato del lavoro a livello locale. Per candidarsi alle offerte di lavoro e di stage, è necessario soddisfare alcuni requisiti, tra cui un’iscrizione e la consegna del proprio CV.
- Concorsi pubblici: concorsi indirizzati al lavoro nella Pubblica Amministrazione. Per partecipare, bisogna innanzitutto verificare di essere in possesso dei requisiti espressi nel bando di proprio interesse. Molto spesso, oltre alla valutazione dei titoli, sono previste delle prove di selezione obbligatorie, scritte e orali.
- Enti di formazione: erogano corsi dedicati a una professione specifica, ma anche percorsi di orientamento professionale con l’obiettivo di favorire l’inserimento delle persone nel mondo del lavoro, fornendo corsi suddivisi tra attività di formazione in aula e stage all’interno di strutture convenzionate. Molti corsi sono completamente finanziati.
- Informagiovani : ufficio, presente in quasi ogni città e anche in alcuni comuni. Fornisce informazioni ai giovani dai 15 ai 35 anni riguardo percorsi di formazione, opportunità di lavoro, esperienze di mobilità internazionale, attività di volontariato e tempo libero. Offre anche servizi di revisione del CV e uno sportello di orientamento per opportunità all’estero.
- Motori di ricerca su internet: strumenti di ricerca online attraverso i quali è possibile trovare offerte di lavoro pubblicate sia da agenzie che da privati. Sono canali che permettono di accedere a una grande quantità di offerte ma, allo stesso tempo, possono essere molto dispersivi, poiché non tutti offrono un riscontro del proprio processo di candidatura. Per questi motivi, una strategia potenzialmente efficace prevede di contattare direttamente l’azienda inserzionista.
- Passaparola: può essere un canale molto utile per cercare lavoro. Per questo è importante curare e ampliare la propria rete di amicizie e di relazioni interpersonali, sia di conoscenze reali che del proprio network online.
- Social Network: esistono alcuni servizi web basati sulla rete sociale (ad esempio LinkedIn), indirizzati principalmente allo sviluppo di una rete professionale. Sono strumenti molto utili per creare un profilo lavorativo in maniera accurata e possono mettere in risalto competenze e motivazioni in modo interattivo, con la possibilità di creare una vera e propria rete di contatti professionali. Molto spesso, le aziende che ricevono una candidatura, tendono ad effettuare una ricerca sui social network del candidato per comprenderne meglio il profilo o le strategie di comunicazione e interazione con gli altri. Per questa ragione, è consigliabile evitare di condividere sui social network informazioni che possono andare contro i propri interessi professionali.
- Possibilità all’estero: se si cerca un’opportunità di formazione o di lavoro all’estero, è possibile rivolgersi a diversi portali, tra cui lo sportello Eurodesk di Progetto Giovani, un servizio di orientamento per conoscere molte iniziative comunitarie. Lo sportello si trova nelle città che aderiscono alla rete Eurodesk.

La ricerca attiva del lavoro

L’incontro tra azienda e chi è in cerca di lavoro passa attraverso criteri di scelta che uniscono razionalità, intelligenza emotiva ed esperienza. Conoscere e capire le esigenze del mercato del lavoro, la strada migliore per accedervi, definire una strategia (preparare un curriculum, affrontare un colloquio di lavoro, cercare offerte di lavoro mirate), sono solo alcuni dei momenti chiave del processo finalizzato ad individuare il percorso più adatto alle esigenze ed aspettative della persona. 
 
La scelta e l'utilizzo ottimale degli strumenti di candidatura e dei canali di ricerca del lavoro, sono estremamente importanti, poichè in grado di incrementare o inibire le possibilità di successo.
Il primo aspetto da tenere in considerazione, prima di procedere alla ricerca del lavoro vera e propria, è la motivazione: il motore che ci spinge ad agire e a ricercare in modo attivo tutte quelle opportunità che possono rispecchiare i nostri interessi e le nostre capacità.
 
Ciononostante, può capitare che alcuni tentativi di candidatura o esperienze lavorative passate non siano andati a buon fine, provocando sensazioni di sconforto e demotivazione.
Per evitare di ricadere in una situazione di costante frustrazione, le aspettative che riponiamo nel nostro lavoro dovranno essere realistiche e compatibili con le nostre effettive possibilità.
 
L’obiettivo di questa fase è fare il punto sulle proprie competenze e, in particolare, cercare di definire cosa conosciamo, cosa sappiamo fare e quali sono le nostre caratteristiche interpersonali.

Dal punto di vista professionale, maggiori sono le competenze acquisite, maggiori saranno le possibilità di aderire a differenti profili lavorativi e, quindi, di trovare effettivamente lavoro.
L’attività di ricerca del lavoro può richiedere l’investimento di una consistente quantità di tempo e, pertanto, risultare piuttosto impegnativa. Ci sono diverse strade che si possono intraprendere, ma ciascuna ha delle peculiarità e delle particolarità che possono adattarsi a un certo profilo professionale o a una determinata tipologia di utenza.
Diventa perciò importante a questo punto individuare i canali della ricerca (agenzie per il lavoro, agenzie di selezione del personale, autocandidatura, centri per l'impuego, enti di formazione, ecc.).
Come i canali di ricerca, anche le diverse fasi di selezione richiedono specifici strumenti di candidatura: maggiore sarà l’accuratezza nella preparazione di questi strumenti, tanto più alte saranno le probabilità di accedere ad un colloquio di lavoro. Sono due gli strumenti di base, da presentare contestualmente, che possono dare il via al processo di candidatura: il curriculum vitae e la lettera di presentazione.
 
Alcuni consigli utili per affrontare il percorso di ricerca attiva:
- La ricerca del lavoro richiede tempo e costanza: non ti abbattere di fronte a un eventuale fallimento.
- Abbi sempre fiducia nelle tue capacità: ognuno di noi ha delle peculiarità che possono essere determinanti per uno specifico lavoro.
- Le esperienze lavorative e formative precedenti non sono tutto. Cerca di curare e potenziare anche la tua comunicazione interpersonale, approfondendo qualche lingua straniera (soprattutto l’inglese!), magari attraverso attività di volontariato, sport o esperienze all’estero.
- Il mondo del lavoro è in continua evoluzione, quindi non smettere mai di aggiornarti e sfrutta tutte le occasioni di formazione che possono esserti utili.